Siciliani sedentari “Servono gli impianti” - QdS

Siciliani sedentari “Servono gli impianti”

Chiara Giarrusso

Siciliani sedentari “Servono gli impianti”

mercoledì 23 Giugno 2010 - 00:00

Forum con Massimo Costa, presidente del comitato regionale Coni Sicilia

Cos’è il Coni e quando nasce il comitato regionale nell’Isola?
“Il Coni è la Confederazione delle federazioni sportive, la struttura di vertice di tutto il sistema sportivo italiano. Il Coni Sicilia ha una struttura consolidata che risale ai primi anni Venti del Novecento. È un presidio territoriale di un’organizzazione più ampia”.
Come è strutturato il sistema sportivo a livello nazionale e regionale?
“Si tratta di una sistema a struttura piramidale: alla base troviamo gli atleti, i tecnici e gli arbitri. Gli atleti e i tecnici si consorziano tra loro e formano le società, che rappresentano il primo nucleo del sistema sportivo. Le società, riunite in consorzio, costituiscono le federazioni, l’insieme delle federazioni sportive italiane costituisce il Coni. Accanto alle federazioni ci sono altre organizzazioni legate alla struttura sportiva: le discipline associate e gli enti di promozione sportiva insieme anche alle associazioni benemerite. A livello regionale la struttura è la medesima: al vertice del sistema c’è il comitato regionale del Coni, che presiede tutte le federazioni sportive dell’Isola, la stessa struttura è riproposta su base provinciale, per un totale di nove Comitati provinciali, uno per ciascuna provincia”.
Che tipo di attività svolge il Coni?
“Tra le competenze del Coni rientrano attività di coordinamento con le istituzioni pubbliche deputate al sostegno dello sport. Collaboriamo alle strategie generali da seguire e alla redazione dei piani di riparto delle risorse destinate allo sport. Svolgiamo attività di formazione dei tecnici sportivi per alcune materie di carattere trasversale, che non rientrano tra le specialità delle singola federazione, come l’insegnamento sportivo e il pronto soccorso. Svolgiamo attività di selezione a livello regionale per competizioni che riguardano più discipline sportive. Tra le nostre competenze rientra anche l’impiantistica: il Coni, infatti, è il soggetto deputato per legge a rilasciare pareri per la realizzazione di nuovi impianti.
Rientrano ancora tra le attività di promozione dello sport in generale e quelle nel settore dello sport scolastico. Rispetto a quest’ultimo punto svolgiamo attività seminariali su diverse tematiche, gestite dalla Scuola regionale dello Sport “Giovanbattista Cartia”, che ha sede a Ragusa. La Scuola è accreditata dal Comitato internazionale olimpico (Cio) e dal Comitato dei Giochi del Mediterraneo e svolge in esclusiva attività di formazione nei paesi dell’area del Mediterraneo come la Tunisia e la Libia, attraverso un supporto tecnico e manageriale. Al momento conta 60 docenti e circa 200 esperti”.
Quanti sono i tesserati nell’Isola?
“Secondo le ultime rilevazioni sono: 350 mila i tesserati alle federazioni sportive, 650 mila agli enti di promozione sportive, per un totale di praticanti attivi tesserati pari a 1 milione. Secondo un recente studio del Censis lo sport italiano è l’agenzia di aggregazione più diffusa sul territorio. Esiste un punto di offerta sportiva ogni 631 abitanti. Sebbene questi dati mostrino cifre significative, la percentuale di sedentari nell’Isola resta ancora troppo alta, attestandosi al 58%.
Un dato preoccupante, che colloca la Sicilia all’ultimo posto della graduatoria nazionale per capacità di movimento. Rispetto ad altre regioni italiane è il concetto stesso di mobilità ad essere diverso. A Perugia, Assisi, Trento, Varese, per citare solo qualche esempio, i cittadini si muovono in bicicletta. In Sicilia questo non avviene, perché manca un approccio culturale allo sport”.
Come si pensa di intervenire?
“Ridurre la fascia dei sedentari rientra certamente tra le nostre priorità, ma per fare questo occorre creare spazi. Il dato infrastrutturale è drammatico. Rispetto alla media italiana siamo all’ultimo posto per infrastrutture sportive e per recuperare il gap occorrerebbe creare 3200 nuovi impianti”.

Sport siciliano sostenuto dalle famiglie ma povero di risorse regionali
Andando alle risorse, chi finanzia lo sport siciliano?
“L’unico vero alleato dello sport siciliano è la famiglia. Lo sport si fa a carico delle famiglie, che rappresentano il principale canale a sostegno dell’attività sportiva nell’Isola. Insieme a qualche intervento statale, le uniche forme di finanziamento sono previste dalle leggi regionali n.18/1978, n. 31/1984 e n. 18/1986”.
A quanto ammontano le risorse destinate dalla Regione?
“Negli ultimi anni gli investimenti della Regione per lo sport siciliano si sono ridotti progressivamente passando dai 30 milioni di euro nel 2000 agli 11 del 2009. Nonostante il bilancio della Regione sia aumentato, in termini assoluti gli investimenti per lo sport sono diminuiti. Grazie anche alle battaglie sostenute dal Coni, nella Finanziaria di quest’anno, rispetto ai tagli degli anni precedenti, sono stati assegnati circa 13 milioni di euro per lo sport. Sebbene si registri un’inversione di tendenza rispetto allo scorso anno, l’investimento economico complessivo per lo sport rappresenta solo lo 0,028% del Bilancio regionale. Secondo le stime dell’Osservatorio regionale dello Sport del Coni, sono circa 32.000 gli occupati nel settore. Sul punto un ulteriore precisazione è d’obbligo, stando alle ultime rilevazioni emerge chiaramente che lo sport contribuisce per il 3,2% sul Prodotto interno lordo a livello nazionale. Dato questo che a cascata può essere parametrato a sul Pil regionale dove si attesta al 2,5%”.

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