Borghi siciliani, un tesoro troppo spesso dimenticato - QdS

Borghi siciliani, un tesoro troppo spesso dimenticato

Adriano Agatino Zuccaro

Borghi siciliani, un tesoro troppo spesso dimenticato

venerdì 05 Marzo 2021 - 00:00

Con spostamenti limitati, le vacanze “di prossimità” possono salvare un settore messo in ginocchio dalla pandemia

L’emergenza sanitaria non concede ancora grandi spazi di manovra al turismo internazionale e anche gli spostamenti tra le regioni, attualmente, sono sottoposti ai dettami stringenti dei Dpcm. In tale contesto e con l’avanzare delle vaccinazioni, appare ipotizzabile un miglioramento generale della situazione durante l’estate, con uno scenario entro cui orientarsi, per le aziende del ramo, che potrebbe essere simile all’estate vissuta l’anno scorso.

L’ipotesi è avvalorata dallo scenario più probabile analizzato da Srm (Studi e ricerche per il Mezzogiorno) con la “ripresa della domanda che prende forza verso la metà del II trimestre”. Resta poco tempo alle Regioni per non “mancare l’appuntamento” e sempre secondo Srm la chiave di volta sembra essere “ampliare i target di clientela guardando al turismo di prossimità”.

Grande attenzione, prosegue il rapporto, è rivolta anche al turismo sostenibile: secondo un’indagine Coldiretti, nell’estate 2020 due italiani su tre (66%) hanno visitato piccoli borghi alla scoperta di prodotti e tradizioni meno conosciuti ma anche per sfuggire al rischio del sovraffollamento nelle spiagge e nelle località turistiche più battute. È importante, quindi, guardare ai nuovi trend, tra i quali anche il turismo sportivo. Per i borghi della Sicilia si tratta dunque di un’occasione imperdibile per far conoscere i propri tesori, per tentare un ripopolamento, per recuperare e valorizzare il patrimonio immobiliare. Se, dunque, turismo di prossimità e turismo sostenibile saranno prevalenti, prevedibilmente e comprensibilmente anche nel 2021, l’Isola deve accendere i “motori” dei propri borghi con iniziative che vadano nelle citate direzioni.

In merito al recupero e alla valorizzazione del patrimonio immobiliare con conseguente ripopolamento dei borghi, negli ultimi mesi ha destato l’attenzione del pubblico l’opportunità che il sindaco di Montalbano Elicona (Messina), Filippo Taranto, ha promosso stipulando una convenzione con la società Its for Sicily, che opera principalmente sul mercato inglese. L’accordo di collaborazione non onerosa è finalizzato allo sviluppo del territorio mediante l’attrazione di investimenti esteri volti alla riqualificazione del patrimonio immobiliare di Montalbano, tramite l’acquisto e la ristrutturazione delle case del borgo, ripopolando così il Paese con nuovi residenti provenienti dall’estero, stranieri o gli stessi italiani di ritorno in Sicilia. La società, ha già avviato proficue collaborazioni con altri comuni siciliani quali Mussomeli (Caltanissetta), Aragona (Agrigento), Polizzi Generosa (Palermo) e Sambuca di Sicilia (Agrigento) che hanno già attratto investimenti contribuendo alla riqualificazione dei rispettivi territori. Il Club de “I Borghi più belli d’Italia (vedi intervista in basso al coordinatore siciliano) è in prima linea per intercettare sempre più persone che lasciano o pensano di lasciare le caotiche città per trasferirsi in realtà dove è possibile trovare una migliore qualità di vita, minori costi e, grazie alla fibra, la possibilità di lavorare in remoto.

Tra i centri appartenenti al Club “I borghi più belli d’Italia” e con una popolazione al di sotto delle 20.000 unità segnaliamo iniziative di successo per la vendita di case a prezzi stracciati anche a Salemi (Trapani), Gangi (Palermo), Petralia Soprana (Palermo) e Novara di Sicilia (Messina). Di recente è stato inoltre esitato anche dalla Giunta municipale di Caltagirone (Catania) il regolamento per l’assegnazione agevolata di immobili ricadenti del territorio comunale ovvero le “Case a un euro”, con particolare riferimento al centro storico.

Insomma, gli strumenti per dare un impulso enorme a queste realtà ci sono tutti. Eppure, quanto abbiamo appena elencato non è tutto. Il Governo nazionale, infatti, punta sul Superbonus che prevede detrazioni per specifici lavori di efficientamento energetico e tutela ambientale pari al 110% per le opere e gli impianti di ristrutturazione immobiliare su case e palazzi. Il Superbonus nelle due componenti, Sismabonus ed Ecobonus, rappresenta una leva potentissima anche per donare nuova vita ai borghi che da anni soffrono per lo spopolamento, ma molto andrà fatto in direzione di una semplificazione normativa.

Ricordiamo ai lettori che con il Superbonus gli interventi di efficientamento energetico (come per esempio il cappotto termico e la sostituzione caldaia) e di messa in sicurezza antisismica degli edifici godranno di un’aliquota di detrazione pari al 110% del costo degli interventi effettuati.

Accoppiando, dunque, le varie iniziative riconducibili sotto il denominatore “Case a un euro” e la possibilità di sfruttare il Superbonus si avranno due elementi concreti da cui partire per invertire la rotta dello spopolamento nei borghi e per sperare in un futuro a breve e lungo termine proficuo in termini turistici.

bartolotta

Abbiamo intervistato sul tema il coordinatore regionale del Club, Salvatore Bartolotta

Le strategie de “I borghi più belli d’Italia” tra iniziative lodevoli e troppa burocrazia. Come sfruttare i benefici fiscali utilizzando la leva dei “condomini orizzontali”

Insieme a Salvatore Bartolotta, coordinatore regionale del Club “I borghi più belli d’Italia”, abbiamo cercato di fare il punto sulla situazione dei borghi siciliani. Una lunga chiacchierata in cui l’esperto punta il dito contro la burocrazia, segnalando anche alcune iniziative lodevoli sviluppate all’interno dell’Isola.

Il Superbonus nazionale può essere una leva proficua per i borghi siciliani?
“Per quanto riguarda Ecobonus e Sismabonus, sono poche le realtà che sono riuscite a partire a causa della burocrazia, soprattutto nei piccoli comuni e per la costituzione dei condomini orizzontali mettendo assieme più abitazioni e potendo usufruire quindi dei benefici fiscali. Stiamo lavorando perché c’è comunque molto interesse e per le case singole ci sono agenzie che stanno intervenendo sul territorio. Bisogna ricordare che è previsto anche l’abbattimento del rudere e la relativa ricostruzione. I ‘Borghi più belli d’Italia’ in Sicilia hanno stipulato un protocollo d’intesa attraverso una società per la cessione del credito e ci stiamo avvicinando alla Confartigianato. Le aziende hanno interesse a investire sui condomini orizzontali, però, piuttosto che sulle singole piccole abitazioni e ci sono le difficoltà di cui ho parlato da tenere in considerazione. In questi giorni a Novara c’è una società che sta facendo dei rilievi su residenze storiche e su alcuni palazzi e dunque a breve ci sarà la progettazione esecutiva. Altri borghi stanno lavorando in questa direzione: c’è in campo un protocollo d’intesa con una società italo-inglese per le famose case ad un euro. Questa società ha racimolato una richiesta di circa 1000 case in Sicilia. L’intento è stipulare un accordo quadro e vendere case alla società che provvede ad accordi con imprenditori per la ristrutturazione in modo da consegnare al cliente una casa pienamente fruibile sfruttando i bonus in campo. Bisogna inoltre tutelare l’unicità dei nostri borghi e in tal senso abbiamo chiesto ed ottenuto che le tegole con cotto siciliano venissero preservate da una copertura con un uso indiscriminato dei pannelli fotovoltaici che potranno essere comunque installati attraverso le comunità energetiche: il Comune mette a disposizione dei terreni e si possono installare lì i pannelli fotovoltaici”.

Quali iniziative sono in corso per valorizzare il turismo di prossimità?
“Siamo in un momento particolare. Avevamo avuto degli incontri col ministro Provenzano che aveva dato delle indicazioni ben precise sull’entroterra. Una strategia importante che è stata abbozzata ma non ultimata con delle priorità: agevolare il trasferimento delle residenze nei borghi, consentire lo smartworking. Le direttive sono in fase di progettazione e sono connesse alle priorità citate: digitalizzazione e assottigliare il digital divide con la fibra ottica e coi comuni che devono mettere a disposizione dei municipi digitali (aree attrezzate per la connessione fuori dall’abitazione privata), delle palestre ed aree ristoro per attrarre nuovi residenti. Si pensa principalmente a coloro che hanno legami affettivi nei borghi e che possono ambientarsi o riambientarsi facilmente”.

Chieste maggiori risorse

Sono tantissimi i borghi siciliani con meno di 5.000 abitanti e alcuni di questi hanno compreso la necessità di fare sistema. Un network di 42 Comuni sotto l’egida della Fondazione “Le vie dei tesori” ha partecipato al bando del Mibact “Borghi in Festival”, con un progetto che punta alla realizzazione del Festival “Le Vie dei Tesori” in sei fine settimana compresi tra il 29 maggio e il 5 luglio con circa 210 luoghi aperti, 70 esperienze collaterali, e il coinvolgimento di 500 giovani del territorio, adeguatamente formati. Un’iniziativa che però, spiega Salvatore Bartolotta coordinatore regionale del Club “I borghi più belli d’Italia”, non potrà contare su un finanziamento congruo.

“Il bando – ha spiegato – mette a disposizione in tutta Italia 750.000 euro, una somma esigua. Hanno partecipato oltre mille Comuni, 42 in Sicilia, 7 nel circuito dei Borghi più belli d’Italia. Si tratta di un Museo a cielo aperto e itinerante. Una bella iniziativa ma il massimo del finanziamento per progetto è 250.000 euro; si capisce bene che è difficile fare grandi cose con tali somme. Ho molte perplessità su tale iniziativa: la maggior parte dei Comuni hanno presentato proposte per piccole manifestazioni, magari musicali, che probabilmente verranno finanziati per piccole percentuali”.

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