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Caos Bellolampo: il nodo della questione è la qualità dei rifiuti trattati in discarica

Gaspare Ingargiola

Caos Bellolampo: il nodo della questione è la qualità dei rifiuti trattati in discarica

martedì 24 Settembre 2019 - 00:04
Caos Bellolampo: il nodo della questione è la qualità dei rifiuti trattati in discarica

Vi sono circa 30 mila tonnellate d’immondizia da smaltire dopo la saturazione della VI vasca. Il conferimento della spazzatura in altri siti è stato rallentato per motivi di “conformità”

PALERMO – Continua il balletto sulla destinazione finale dei rifiuti. Gli impianti privati individuati dalla Regione per sopperire alla saturazione di Bellolampo, infatti, continuano a sollevare obiezioni sulla qualità del prodotto trattato. Una situazione che va avanti da settimane e non trova sbocco nonostante i continui vertici tra Regione, Comune, Rap e Arpa.

L’ultimo summit al Dipartimento regionale Acque e Rifiuti – con Srr, Città metropolitane e gestori degli impianti, svoltosi in concomitanza con l’audizione del sindaco Leoluca Orlando presso la Commissione Antimafia all’Ars – sembrava aver messo tutti d’accordo: più attenzione ai rifiuti in uscita da Bellolampo, un’area per effettuare la cernita del materiale, tempi rapidi per potenziare il trattamento in discarica. Venerdì il Comune aveva annunciato che sarebbe ripartito “immediatamente il trasporto e il conferimento dei rifiuti presso le discariche di Sicula Trasporti e di Oikos”.

Ciononostante le due aziende, che gestiscono gli impianti di Lentini e Misterbianco, non si accontenterebbero dei controlli sugli scarti fatti in partenza e vorrebbero un preavviso per effettuare delle controanalisi all’arrivo.

L’amministratore unico della Rap Giuseppe Norata ha assicurato che le ultime analisi dimistrano “un risultato entro il limite previsto dalla legge, una presenza di organico attestata al 11,8 % ed entro i limiti consentiti e confermano la regolarità del trattamento del nostro Tmb (l’impianto di Trattamento Meccanico Biologico dei rifiuti a Bellolampo, nda)”. Norata si riferisce ai controlli effettuati venerdì, alla presenza del Noe e dell’Arpa, “sui carichi di rifiuti che nella notte fra giorno 18 e giorno 19 erano stati respinti da Sicula Trasporti e Oikos per una presunta ‘non conformità’ per una presenza di organico superiore al limite del 15% fissato dalla normativa”, si legge in una nota del Comune.

L’assessore regionale all’Energia Alberto Pierobon, però, si è raccomandato con la società affinché effettui con più attenzione i controlli in uscita. “La Rap – ha detto – rispetti le ordinanze del Comune. Le disposizioni dell’Amministrazione locale dovrebbero consentire nel giro di alcuni mesi di ritornare a una situazione di normalità ma non possiamo consentire altri passi falsi. Serve più attenzione al rifiuto in uscita: da un primo esame visivo è possibile già rilevare la presenza di materiali che verrebbero respinti a destinazione. Ogni viaggio dei camion senza esito rappresenta una spesa a vuoto e giorni di lavoro gettati al vento”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore comunale all’Ambiente Giusto Catania: “Dobbiamo eliminare qualsiasi alibi proseguendo e se necessario aumentando i controlli sulla qualità del lavoro del Tmb, cosicché nessuno abbia elementi da eccepire sull’affidabilità dell’impianto e per bloccare o ritardare un lavoro già complesso”.

Attualmente sui piazzali davanti Bellolampo ci sono circa 30 mila (per il Comune, 35-40 mila secondo i sindacati) tonnellate di rifiuti “in attesa” di una destinazione. La sesta vasca è satura da luglio, dopo le ordinanze regionali del dicembre 2015 che hanno aperto Bellolampo a una cinquantina di comuni delle provincie di Palermo e Trapani. Nel frattempo i tempi di realizzazione della settima vasca non sono stati rispettati: dovrebbe essere pronta a settembre 2020. L’unica soluzione alternativa si è rivelata il trasporto dei rifiuti in altre discariche, con conseguente aggravio dei costi per la Rap.

Nel frattempo, come spiegato da Catania su Facebook, “l’Ufficio Ambiente del Comune ha predisposto un’ordinanza per uscire dalla situazione ingarbugliata: una soluzione che, dopo numerose riunioni, ha avuto un riscontro positivo dalla Regione e da Arpa. Si è stabilito che per i prossimi sei mesi l’organico biostabilizzato, mescolato con la terra, sarà utilizzato per avviare il progetto di copertura della sesta vasca”. Si prevede di tagliare di oltre un terzo i costi di smaltimento. Inoltre saranno attivati due nuovi impianti: un tritovagliatore e un impianto per di biostabilizzazione per trattare 600 tonnellate di rifiuti al giorno.

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