Emergenza casa, silenzio sugli alloggi popolari a Librino - QdS

Emergenza casa, silenzio sugli alloggi popolari a Librino

Melania Tanteri

Emergenza casa, silenzio sugli alloggi popolari a Librino

martedì 04 Febbraio 2020 - 00:02
Emergenza casa, silenzio sugli alloggi popolari a Librino

Sunia: “Alla famiglie non è arrivata alcuna comunicazione dal Comune sulla data in cui finirà la loro odissea”

CATANIA – Ci penserà l’amministrazione comunale ad occuparsi delle famiglie che hanno perso la casa nel crollo di via Castromarino. Attraverso la messa a disposizione di alloggi comunali o tramite il buono casa, infatti, Palazzo degli Elefanti darà assistenza a chi, in pochi minuti, ha perso tutto. Lo ha chiarito l’assessore ai Servizi sociali, Giuseppe Lombardo sottolineando come la Direzione servizi sociali abbia messo a disposizione 20 posti letto presso strutture comunali o gestite dal volontariato e come si possa anche usufruire del Buono casa per gli abitanti della palazzina crollata.

Si tratta di 39 persone che, però, vanno ad aggiungersi all’esercito delle migliaia di cittadini senza abitazione o in lista per ottenerne una popolare. Per i quali, da tempo, le associazioni e i sindacati degli inquilini chiedono attenzione, sollecitando ad esempio la consegna di alcuni alloggi popolari come quelli presenti a Librino nell’ex palazzo di cemento o nelle Torri dell’Iacp.

Lungi dall’esaurirsi dunque, l’emergenza abitativa a Catania sembra non conoscere tregua e quanto accaduto nel rione Antico Corso, che si somma tra l’altro a quanto accaduto recentemente in via Crispi o in via Telefono, alle spalle di via Poulet, a San Cristoforo, sembra evidenziare il tessuto fragile della città e la necessità di trovare soluzioni adeguate, percorsi agevolati e di sbloccare gli alloggi disponibili ma non consegnati, come chiede, ancora una volta, il sindacato degli inquilini della Cgil, il Sunia e la sua segretaria Giusi Milazzo. Che stavolta punta il dito sull’appalto per la riqualificazione dell’ex palazzo di cemento, i cui lavori avrebbero dovuto essere consegnati fine dicembre 2018, come riporta il sindacato, termine poi slittato al giugno 2019 poi ancora a dicembre 2019.

“Oggi le famiglie sono ancora in attesa e non è arrivata alcuna comunicazione sulla data in cui finirà la loro odissea – afferma Milazzo. Per il Sunia di Catania, non avere ancora una data certa per la consegna degli alloggi dell’ex Palazzo di cemento a 96 famiglie, non è solo irrispettoso delle tante famiglie in stato di bisogno, nei confronti dei quali l’Amministrazione dovrebbe essere più attenta e sollecita, ma è anche conseguenza dell’eccessivo ribasso con cui è stato aggiudicato l’appalto” – si legge ancora in una lettera inviata da Giusi Milazzo, insieme alla segretaria provinciale Agata Palazzolo al sindaco Salvo Pogliese, nella quale si chiedono “verifiche approfondite e accurate sull’esecuzione dei lavori, oltre che il necessario collaudo”.

Milazzo e Palazzolo, inoltre, anticipano al primo cittadino l’imminenza di “una manifestazione cittadina proprio per sollecitare il completamento dei lavori e la consegna degli alloggi, nonché per contrastare ritardi e scarsa trasparenza. Le tante famiglie in condizioni di necessità pretendono l’assegnazione in tempi certi di un alloggio dignitoso e sicuro”.

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