Democrazia partecipata, il consiglio comunale ha approvato il regolamento - QdS

Democrazia partecipata, il consiglio comunale ha approvato il regolamento

Luigi Solarino

Democrazia partecipata, il consiglio comunale ha approvato il regolamento

venerdì 28 Giugno 2019 - 00:00
Democrazia partecipata, il consiglio comunale ha approvato il regolamento

I cittadini aretusei saranno coinvolti nelle scelte di rigenerazione urbana e inclusione sociale. Il provvedimento è immediatamente esecutivo per rispettare la scadenza del 30 giugno

SIRACUSA – I cittadini aretusei, d’ora in avanti, saranno coinvolti nelle scelte che riguardano la rigenerazione urbana e l’inclusione sociale. Infatti il consiglio comunale, a larga maggioranza, ha approvato il regolamento sulla democrazia partecipata in applicazione di una legge del 2014.

Il provvedimento adottato è immediatamente esecutivo per rispettare la scadenza del 30 giugno. Il regolamento è stato illustrato ai componenti della civica assemblea dal vice sindaco nonchè assessore alle Relazioni con la città, Giovanni Randazzo. Con questo strumento il Comune intende regolare le forme concrete di coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali su alcune tematiche riconducibili al governo del territorio.

Nel rispetto del principio di trasparenza della pubblica amministrazione e della condivisione delle decisioni da parte della gente, si promuove la cosiddetta “cittadinanza attiva” dei residenti che abbiano compiuto 16 anni fissando, per questi processi, uno stanziamento di bilancio minimo pari al 2 per cento dei trasferimenti della Regione per la spesa corrente relative al gettito Irpef. La democrazia partecipata è stata pensata prioritariamente per “le politiche di rigenerazione e innovazione urbana con attenzione alla riqualificazione delle periferie, all’inclusione sociale e all’accessibilità funzionale e fisica per gli ambiti con elevati livelli di funzionalità”. La procedura prevede che, entro il 30 aprile di ogni anno, l’Amministrazione comunale pubblichi per 30 giorni un avviso con l’indicazione delle aree tematiche e le risorse disponibili e con la convocazione di un’apposita assemblea per illustrare l’argomento e raccogliere stimoli dai cittadini.

Entro i 15 giorni successivi alla scadenza dell’avviso, gli interessati dovranno presentare delle schede progetto (una per ciascuno) la cui ammissibilità sarà valutata dai dirigenti comunali competenti. Una volta pubblicate sul sito istituzionale, se le idee selezionate non sono più di 15, sarà indetta un’assemblea per la loro valutazione; nel caso in cui fossero più di 15, si procederà ad una votazione con apposite schede per la selezione dei progetti. In entrambi i casi, al termine dell’assemblea, le 15 idee saranno sottoposte al voto e sarà stilata una graduatoria. Alla termine di questo iter, il Responsabile unico del procedimento, nella persona dal dirigente dell’Ufficio programmi complessi e rapporti con la città, in base alla graduatoria e in ragione dello stanziamento, provvederà all’assegnazione delle somme ai singoli progetti fino ad esaurimento delle stesse.

Il regolamento, che è stato approvato senza dibattito, nella sua stesura finale è stato modificato con sette emendamenti migliorativi approvati dall’aula. Nella stessa seduta è stato approvato anche il progetto “Le vie dei diritti e della legalità”, proposto dal consigliere Andrea Buccheri. Detto progetto si prefigge di mantenere viva la memoria di chi è stato ucciso delle mafie. L’atto prevede l’intitolazione di 5 strade cittadine a “chi ha combattuto perché questa difficile terra diventasse più giusta e meno corrotta e dove venissero garantiti i diritti di tutti”.

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