I giovanissimi siciliani sono pigri - QdS

I giovanissimi siciliani sono pigri

Antonino Lo Re

I giovanissimi siciliani sono pigri

martedì 19 Novembre 2019 - 00:00
I giovanissimi siciliani sono pigri

Istat, tra il 2017 e 2018 il 42,1% di bambini e adolescenti non ha praticato sport o attività fisica. Livelli più elevati di sedentarietà nei ragazzi in famiglie con status socioculturale più basso

PALERMO – In Italia circa 2 milioni 130 mila bambini e adolescenti di 3-17 anni sono in eccesso di peso e quasi 2 milioni non praticano sport né attività fisica. È soprattutto su quest’ultimo aspetto che la Sicilia “vanta” un primato tutt’altro che invidiabile. Secondo un’indagine dell’Istat denominata “Stili di vita dei bambini e dei ragazzi”, nella nostra isola il 42,1% di bambini e adolescenti tra il 2017 e 2018 non ha praticato né sport né attività fisica.

Si tratta della più alta percentuale nazionale, superiore anche alle altre regioni del Sud come Campania (39,7%), Calabria (34,1%) e Puglia (30,9%). Solo la Sardegna nel Mezzogiorno mantiene un numero ridotto (18,4%). In tal senso, sono virtuosi i più piccini del Trentino-Alto Adige, infatti solo l’8,7% non pratica nessuno sport, di Friuli-Venezia Giulia (11,3%) e Veneto (13,7%).

I giovanissimi siciliani hanno dato poco spazio all’attività fisica, solo il 18,1% lo ha fatto, ma quello che balza subito all’occhio è la più bassa percentuale in Italia di ragazzini che praticano sport in modo continuativo (32,3%), mentre quella più alta è in mano alla Liguria con il 66,3%. Questione culturale? Da questa indagine emerge inconfutabilmente che le regioni meridionali sono indietro: oltre la Sicilia, numeri non incoraggianti sono stati riscontrati in Campania (35,5%), Calabria (37,6%) e Puglia (45%). Nelle regioni del Mezzogiorno più di un ragazzo su quattro non pratica sport né attività fisica. Viceversa, le percentuali più elevate di chi pratica sport anche in modo saltuario si rilevano nella Provincia Autonoma di Bolzano (74,5%), in Friuli-Venezia Giulia (73,2%), Valle d’Aosta (72,6%) e Liguria (71,6%)

Per quel che riguarda l’eccesso di peso, tra i minori aumenta significativamente passando da Nord a Sud (18,8% Nordovest, 22,5% Nord-est, 24,2% Centro, 29,9% Isole e 32,7% Sud). Le percentuali sono particolarmente elevate in Campania (35,4%), Calabria (33,8%), Sicilia (32,5%) e Molise (31,8%). Anche in questo caso il Mezzogiorno si mantiene nelle posizioni apicali e anche se con il passare degli anni l’eccesso di peso diminuisce in quasi tutte le regioni, le graduatorie rimangono sostanzialmente invariate.

Importante fattore incidente in queste statistiche riguarda il titolo di studio dei genitori che il livello delle risorse economiche della famiglia. Sono soprattutto i ragazzi che vivono in famiglie con status socioculturale più basso a presentare i livelli più elevati di sedentarietà: non pratica sport né attività fisica il 32,1% di quanti vivono in famiglie i cui genitori hanno al massimo la scuola dell’obbligo contro il 12,9% di chi vive in famiglie in cui almeno un genitore è laureato.

E se il detto “i figli sono lo specchio dei genitori” è veritiero, ecco che arriva un’ulteriore conferma. Esiste, infatti, una associazione tra l’inattività fisica dei figli e quella dei genitori. Sono soprattutto i giovani i cui genitori dichiarano di non praticare sport né attività fisica ad avere uno stile di vita sedentario: 47,9% se entrambi genitori sono sedentari contro 9,8% se nessuno dei genitori lo è.

Sulla questione salute alimentare, è elevata la quota di quanti consumano quotidianamente dolci (28,3%), bevande gassate (24,9%) e snack salati (13,8%). Se al Nord è stata registrata la più alta percentuale per consumo di dolci e bevande gassate (32,3% consumo di dolci e 26,6% bevande gassate), e nelle Isole (27,7% consumo di dolci e 28% bevande gassate), i consumatori di snack salati sono di più nel Mezzogiorno (16,3%).

Twitter: @AntoninoLoRe

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