Incentivi fiscali caldaie, sconti fino al 65% - QdS

Incentivi fiscali caldaie, sconti fino al 65%

Serena Giovanna Grasso

Incentivi fiscali caldaie, sconti fino al 65%

giovedì 09 Gennaio 2020 - 00:00
Incentivi fiscali caldaie, sconti fino al 65%

Altroconsumo: tra gli aspetti positivi la possibilità di recuperare immediatamente la detrazione. Occhio alla possibilità limitata nella scelta dei modelli e alle opere murarie non incluse

PALERMO – Chi non vorrebbe avere a casa propria una caldaia di ultima generazione pagata al massimo a metà prezzo? Non si tratta del solito spot promozionale, ma di una possibilità concreta determinata dagli incentivi fiscali. Nel dettaglio, è possibile pagare un importo compreso tra il 35% fino ad un massimo del 50% della spesa totale grazie alla cessione del credito: in particolare, si tratta di una procedura che consente di cedere la detrazione, a cui si avrebbe diritto grazie agli incentivi fiscali, direttamente ai fornitori dell’intervento oppure ad altri soggetti collegati a questi. In questo modo, dunque, la detrazione viene ceduta all’installatore.

Si tratta di una novità introdotta dal decreto crescita che agevola i consumatori che, in questo modo, possono affrontare una spesa più contenuta e non dover aspettare dieci anni per recuperare il credito spettante.

Sicuramente appare come una soluzione particolarmente allettante, ma risulta davvero conveniente? Il focus di Altroconsumo risponde all’interrogativo. L’idea di pagare solo il 35 o il 50% per la fornitura di una caldaia e per la sua installazione risulta piuttosto attrattiva, specie se si tiene conto del fatto che il costo medio degli interventi in questione si aggira sui 1.800 euro. Senza considerare che si beneficia immediatamente della detrazione, evitando di dover aspettare i successivi dieci anni per recuperarla interamente.

Oltre al costo, però, è opportuno valutare le offerte in maniera più ampia: infatti, le promozioni in corso presentano alcune criticità di cui bisogna tenere conto. In primis il fatto che non viene data al cliente la possibilità di scelta tra diversi marchi o modelli. Non c’è la libertà di scelta neanche per quanto riguarda l’installatore, che sarà contattato direttamente dal provider e su cui non sarà possibile avere alcun controllo. In prima battuta potrebbe sembrare un aspetto di poco conto, ma se si considera che la caldaia necessita poi di manutenzione regolare è facile capire l’importanza di avere un riferimento da contattare in caso di controlli periodici o di eventuali problemi.

Per questo motivo, è opportuno valutare anche la presenza nella zona circostante di un centro assistenza della marca della caldaia installata. Inoltre, bisogna tenere presente anche il fatto che i prezzi proposti dai vari fornitori si riferiscono all’installazione base e che non contemplano opere murarie, lavori sulla canna fumaria o per la gestione dell’acqua di condensa. Nel caso in cui fossero necessari interventi di questo tipo, bisognerà mettere in conto che il preventivo è destinato a lievitare.

Per quel che invece riguarda il termostato connesso (la caratteristica che permette di recuperare il 65% della spesa, sia utilizzando la cessione del credito che seguendo la procedura standard), non sempre garantisce risparmi. Infatti, per avere un risparmio energetico effettivo sulla bolletta, bisogna studiare un programma di accensione e spegnimento che tenga conto della presenza in casa, in modo da lasciare tempo alla caldaia di raggiungere il comfort termico corretto, intorno ai 20° C.

È bene ricordare che la temperatura dell’immobile non deve mai abbassarsi troppo (mai sotto i 16° C). Ad ogni modo, resta sempre valida l’alternativa che permette di recuperare tra il 50% e il 65% dell’importo pagato nei successivi dieci anni tramite la dichiarazione dei redditi.

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