Indennizzi per servitù militare, Augusta resta a bocca asciutta - QdS

Indennizzi per servitù militare, Augusta resta a bocca asciutta

Luigi Solarino

Indennizzi per servitù militare, Augusta resta a bocca asciutta

martedì 08 Febbraio 2022 - 09:24

Il Coordinamento Punta Izzo Possibile ha chiesto conto dei contributi che spetterebbero alla città. Il sindaco: “Mai beneficiato, ma abbiamo avviato le opportune interlocuzioni con Roma”

AUGUSTA (SR) – Il Comune di Augusta, in quanto sede della principale base della Marina Militare in Sicilia nonché di un pontile Nato, dovrebbe, per legge, beneficiare degli indennizzi per servitù militari.

Il Coordinamento Punta Izzo Possibile ha più volte chiesto all’Amministrazione comunale, anche attraverso la stampa, di verificare l’esistenza nelle casse comunali di detti contributi e di informare la cittadinanza del loro ammontare e sul loro eventuale impiego.

L’ultima richiesta, in ordine cronologico, è stata fatta all’attuale amministrazione Di Mare lo scorso settembre all’indomani della Conferenza Stato-Regioni del 09/09/2021. La Conferenza ha espresso il proprio parere favorevole sullo schema di decreto del ministro della Difesa (di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze) che ha fissato i parametri ai fini della corresponsione del contributo dello Stato alle regioni a statuto speciale, tra cui la Sicilia, per il quinquennio 2015-2019, da destinarsi alla realizzazione di opere pubbliche e servizi sociali nei comuni nei quali le esigenze militari (compresi particolari tipi di insediamenti) incidono maggiormente sull’uso del territorio e sui programmi di sviluppo economico e sociale. Da parte dell’Amministrazione comunale non vi è stata alcuna risposta.

Pertanto lo scorso 10 dicembre il Coordinamento ha indirizzato al sindaco, Giuseppe Di Mare, un istanza di accesso civico nella quale si pongono i due seguenti quesiti: conoscere se il Comune di Augusta abbia effettivamente percepito e/o stia ad oggi percependo i contributi ed entrate di cui all’articolo 330 del d.lgs. 66/2010; conoscere per quali progetti e finalità tali fondi siano stati eventualmente impiegati. La risposta del primo cittadino megarese è pervenuta attestando che il Comune di Augusta non ha mai beneficiato dei finanziamenti statali destinati agli enti locali gravati dal peso di istallazioni e attività militari.

“Il Comune di Augusta, allo stato degli atti, non risulta aver beneficiato dei contributi di cui in oggetto – ha risposto il sindaco Di Mare -. Tanto premesso, tuttavia, in considerazione della portata generale della previsione di legge, si rappresenta che sono state attivate le opportune interlocuzioni istituzionali nei confronti del ministero della Difesa tendenti a chiarire la posizione del Comune di Augusta ai fini dell’eventuale titolarità ad accedere ai contributi in parola”.

“Una titolarità sulla quale non pare possano esserci dubbi – ha commentato il portavoce del Coordinamento Punta Izzo Possibile, Gianmarco Catalano, – se si considera che la legge dello Stato attribuisce addirittura delle entrate ordinarie ai Comuni con popolazione fino a centomila abitanti, in cui esistono insediamenti militari”.

“Entrate – prosegue Catalano – a cui si aggiungerebbero contributi annui legati alla presenza di poligoni addestrativi di tiro nonché i fondi che la Regione Siciliana riceve da Roma per destinarli alla realizzazione di opere pubbliche e servizi sociali nei comuni nei quali le esigenze militari (compresi particolari tipi di insediamenti), incidono maggiormente sull’uso del territorio e sui programmi di sviluppo economico e sociale”.

“In tempi di crisi economica e finanziaria – conclude il portavoce del Coordinamento – , appare urgente chiedere conto allo Stato e alla Regione della dovuta corresponsione di tali somme da impiegare in progetti di reale interesse pubblico e sociale”.

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