Lidi evasori di Tari, si apre il confronto tra sindaco e sindacati - QdS

Lidi evasori di Tari, si apre il confronto tra sindaco e sindacati

Lina Bruno

Lidi evasori di Tari, si apre il confronto tra sindaco e sindacati

sabato 10 Agosto 2019 - 05:00
Lidi evasori di Tari, si apre il confronto tra sindaco e sindacati

Arriva la disponibilità di Cateno De Luca ad ascoltare le ragioni dei titolari degli stabilimenti. Per Fiba Confesercenti è importante definire meglio i criteri per la definizione della tassa

MESSINA – Dopo i blitz ed i post su fb di denuncia sui lidi evasori di Tari, arriva la disponibilità del sindaco Cateno De Luca ad ascoltare le ragioni dei titolari degli stabilimenti balneari.

La Fiba Confesercenti, associazione che li rappresenta, ha chiesto un incontro con l’Amministrazione per capire se alla base delle irregolarità riscontrate non vi sia un errore di calcolo da parte dell’Ufficio tributi.

I lidi che sono dislocati da Nord a Sud della costa messinese, nelle ultime settimane sono stati sottoposti a controlli e secondo il report stilato e pubblicato dal sindaco, il 70% non pagherebbe la Tari. “Su 37 lidi (ma ancora qualcuno manca in elenco) solo 11 sono in regola con il pagamento della Tari – scrive il sindaco – 13 lidi devono versare oltre 300 mila euro di tassa evasa negli ultimi cinque anni; 13 lidi non risultano presenti nella banca dati cioè sono attività fantasma ai fini dell’ufficio tributi comunale. Abbiano anche scoperto il trucchetto che alcuni adottano: chiudono l’attività non pagando i tributi e cedono a prestanomi la struttura che riapre con una nuova partita iva continuando a non pagare per i prossimi cinque anni.”

Arriva a questo punto puntuale il comunicato dell’associazione di categoria. “Come sempre sostenuto dalla nostra associazione – dice Alberto Palella presidente Confesercenti – fa bene il Sindaco ad effettuare i controlli ed a stanare chi opera al di fuori della legge, ci preme precisare però che alla base dei conteggi effettuati dall’Amministrazione, e da cui emergerebbero le presunte irregolarità, c’è un errore di fondo. La tassa sui rifiuti che attiene alle attività balneari viene calcolata tenendo conto non solo degli spazi effettivamente occupati dall’attività di ristorazione di pertinenza dei lidi, ma di tutto l’arenile. Questo fa sì che, aumentando la superficie presa in esame per il calcolo dell’imposta, aumenti a dismisura anche l’importo della tassa stessa”.

Il presidente della Fiba Confesercenti, Santino Morabito, pare che avesse già nei giorni scorsi avviato una interlocuzione con l’assessore alle attività produttive Dafne Musolino proprio sulla questione, nel tentativo di verificare le disposizioni normative sul calcolo della tassa, restando un po’ spiazzato dall’uscita social del sindaco. Le verifiche secondo Palella devono tenere conto della percentuale dedicata alla ristorazione che rispetto all’area complessiva equivale a non più di un terzo.

“Pensiamo ad un lido di 500mq, è impensabile che la Tari possa essere calcolata su tutto lo spazio demaniale avuto in concessione, risulterebbe una cifra chiaramente eccessiva; bisogna poi vedere se è stato fatto un calcolo sull’annualità, perché non è la stessa cosa se il lido è aperto tutto l’anno o sei mesi. Vogliamo che tutti paghino – dice Palella – ma con dei parametri ragionevoli. Non vogliamo che la questione si protragga per decenni come con la Cosap, regolamentata in modo iniquo tanto da aprire contenziosi infiniti. Abbiamo chiesto un tavolo tecnico urgente per capire come definirla.

C’è un segnale di apertura del sindaco che è disposto ad adottare parametri diversi a meno che la legge non sia rigida e specifica sulla modalità del calcolo dei mq, in quel caso il Comune deve seguire la norma ed è obbligato a considerare anche l’arenile. Secondo i balneari non c’è quest’obbligo, prova ne sia che in alcuni posti sia stata rivista e da Palermo mi dicono che molti Comuni non calcolano l’arenile. Qui entra in ballo l’interpretazione. Quando si chiede la concessione si deve presentare un progetto e già da li si possono evincere i metri quadri dedicato alla ristorazione”. Il sindaco parlava anche di lidi con attività “fantasma” che non risultano cioè nella banca dati degli uffici. E qui bisognerebbe fare anche un controllo sulle concessioni e non sarebbe strano trovare strutture che di fatto hanno permessi per rimessa barche e scuola di surf ma che di fatto funzionano da stabilimenti balneari con ristorazione e bar.

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