Cina +4,9%, Ue -9% democrazia o dittatura - QdS

Cina +4,9%, Ue -9% democrazia o dittatura

Carlo Alberto Tregua

Cina +4,9%, Ue -9% democrazia o dittatura

giovedì 22 Ottobre 2020 - 00:00

La Cina ha comunicato che quest’anno avrà un progresso del Pil del 4,9 per cento, mentre l’Europa prevede un calo del Pil oscillante fra il 9 e il 10 per cento.
I ventisette Stati membri hanno democrazie diverse – in qualche caso come quelle del Patto di Visegrad, quasi autarchiche – sensibilità e modi di gestire la Cosa pubblica molto lontani fra loro.
Però, mentre i Paesi del Nord Europa sono civilmente ordinati, osservano le leggi, che sono ben fatte, pagano le imposte interamente (non c’è evasione di nessun tipo), gli Stati del centro Europa, eccezion fatta per la Germania, e quelli prospicienti il Mediterraneo non funzionano così perché quelle popolazioni ragionano in maniera diametralmente opposta.
In particolar modo l’Italia, ove una massa di cialtroni forma leggi volutamente incomprensibili e ingarbugliate, in modo che la loro applicazione sia discrezionale. E così l’evasione fiscale è enorme, gli affari in nero superano i cento miliardi e la malavita organizzata è inserita nei gangli dell’economia.

La Cina è stato il primo Paese a essere contagiato dal virus, ma anche il primo a uscirsene, tanto che oggi, come usano dire alcuni esterofili, è Covid free, mentre l’epidemia diffusa nel mondo cosiddetto democratico continua ad estendersi perché non è stata messa tempestivamente sotto controllo.
La più grande democrazia del mondo, così si usa dire, cioé gli Stati Uniti d’America, ove il benessere è diffuso, ha avuto l’impatto epidemico più grave, con forti riflessi negativi per l’economia e per l’occupazione.
In Europa la gravità dell’epidemia è maggiore negli Stati del Sud, ove le democrazie sono più deboli. Nel nostro Paese, i cittadini non amano le istituzioni, anzi sono contro le stesse. Per cui, quando possono, evadono le imposte, non obbediscono alle leggi, sono indisciplinati perché si accorgono che le istituzioni non sono gestite da uomini retti e capaci.
La Cina, dunque, è riuscita in un colpo solo a raggiungere due risultati: sbarazzarsi del Covid e incrementare il suo Prodotto interno lordo. Sembra incredibile, ma i dati parlano chiaramente e non solo smentibili.
A questo punto sorge il dilemma se sia vero che la democrazia è il miglior sistema istituzionale di un popolo. Vi è un’estesissima letteratura al riguardo che, per quanto concerne il mondo occidentale, parte da oltre venticinque secoli fa.
Per la verità, allora, la democrazia esistente, per esempio in Grecia, non era come quella odierna, perché era formata da una parte minoritaria della popolazione. Lo stesso dicasi per l’Impero romano, ove il Senato non veniva eletto, mentre l’Imperatore, sì .
Perché è debole la democrazia occidentale e quindi non funziona bene, come nel caso della Cina, ove è totalmente assente (anzi là vi è una dittatura ferrea)?
Probabilmente perché la popolazione non ha molte cognizioni, non capisce bene il senso civico del rispetto delle istituzioni e degli altri e non agisce quindi con equità e buonsenso.
È una questione vecchia che noi riportiamo a galla sistematicamente, perché un popolo dev’essere capace di autoamministrarsi secondo equità e giustizia.

In Cina, l’abbiamo scritto più volte, la dittatura è mascherata da una sorta di democrazia di facciata. L’Assemblea è formata da tremila soggetti, tutti del partito egemone, cioé quello comunista, il Governo ha una decina di membri e poi vi è il capo assoluto che è Xi Jinping, che secondo quella Costituzione appena approvata resterà in sella per altri venti o trent’anni.
Però le decisioni prese riguardo l’epidemia sono state giuste, perché il risultato ne dà convalida, con la conseguenza che è l’unico Paese uscitone molto bene.
La filiera di comando è corta, gli ordini impartiti vengono eseguiti senza remore, chi sbaglia paga. Per esempio, il responsabile del partito della città di Wuhan, la prima ove scoppiò il dramma, è sparito dalla circolazione e nessuno sa dove sia finito.
Invece, nei Paesi democratici, la filiera di comando è infinita e i risultati arrivano con lentezza esasperante.
Il confronto fra dittatura e democrazia parla da solo in questo contesto. Ognuno valuti con la propria testa.

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