Lavoro, Sicilia impreparata, un professionista su tre non si trova - QdS

Lavoro, Sicilia impreparata, un professionista su tre non si trova

Michele Giuliano

Lavoro, Sicilia impreparata, un professionista su tre non si trova

mercoledì 24 Novembre 2021 - 02:00

Il bollettino di Unioncamere mette a nudo le difficoltà di reperimento di figure competenti. A novembre nell’Isola si prevedono 23.150 assunzioni ma manca il 30,2% dei profili richiesti

PALERMO – In un mercato del lavoro, quello siciliano, in perenne crisi, reperire personale adeguato e competente è paradossalmente difficile. I dati raccolti dal sistema informativo Excelsior di Unioncamere–Anpal parlano chiaro: per il mese di novembre 2021 sono previsti ingressi nel mondo del lavoro per 23.150 unità, e ben il 30,2% di questi sono di difficile reperimento.

Sul totale, le potenziali assunzioni previste sono 7.600 (32,8%) impiegati, professioni commerciali e nei servizi; ancora, 9.460 (40,9%) operai specializzati e conduttori di impianti e macchine, di cui specializzati sono 5.400, il 23,3%. Nel comparto dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici, saranno 4.250 gli inserimenti, il 18,4% del totale.

La difficoltà di reperimento è dovuta nel 14,4% dei casi per mancanza di candidati, nel 12,8% per inadeguata preparazione dei candidati, nel 26,2% per la mancanza di esperienza richiesta nella professione e nel 51% per mancanza di esperienza richiesta nel settore. Se si guarda agli inserimenti secondo il livello di istruzione, il 14,8% ha un titolo universitario, l’1,4% un diploma di istruzione tecnica superiore. Il 31% dei posti disponibili richiede un diploma secondario, mentre il 23,2% una qualifica o un diploma professionale.

Ben il 29,4% dei posti disponibili non richiede alcun titolo di studio. Sempre in riferimento al titolo di studio, le difficoltà di reperimento riguardano il 33,9% dei laureati, il 56,8% dei diplomati con un diploma di istruzione tecnica superiore.

Ancora, tra i diplomati non si trova ben il 27,2% dei candidati adatti a ricoprire i ruoli proposti, così come il 32,6% dei candidati con qualifica di formazione o diploma professionale, e il 28,3% dei candidati a cui non è richiesto alcun titolo di studio.

In totale, a livello nazionale, nel mese di novembre sono quasi 465mila i contratti programmati dalle imprese, +201mila rispetto allo stesso mese del 2020 e +116mila in confronto a novembre 2019.

Un bel segnale di ripresa dopo i lunghi mesi della pandemia. Le difficoltà di reperimento delle figure in Sicilia, per quanto alte, si mantengono comunque più basse della media italiana, che arriva al 38,5%, con un incremento, rispetto a novembre 2019, di circa 8 punti percentuali. La mancanza di candidati è la motivazione prevalentemente segnalata dalle imprese (22%), seguita dall’inadeguata preparazione dei candidati (13,6%). Le maggiori difficoltà si riscontrano nella ricerca di profili per le aree aziendali installazione e manutenzione (53,8%), sistemi informativi (51,6%), progettazione e ricerca e sviluppo (51,1%), produzione beni ed erogazione servizi (42,4%) e trasporti e logistica (40,0%).

Tra i profili più difficili da reperire: fabbri e fonditori (rispettivamente 61,7% e 57,8%), specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (58,7%), artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (58,2%), artigiani e operai specializzati di installazione e manutenzione attrezzature elettriche e elettroniche (57,9%), i tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (55,2%), tecnici della salute (49,7%) e ingegneri (49,3%). I settori economici con più elevata difficoltà di reperimento sono costruzioni (53,7%), industrie metallurgiche (50,7%), servizi di alloggio e ristorazione (47,9%), industrie meccaniche ed elettroniche (47,8%), servizi informatici e delle telecomunicazioni (45,2%).

A livello territoriale, a prevedere i flussi di assunzione più elevati per novembre sono Lombardia (104.300), Lazio (46.240) e Veneto (44.920). Ad incontrare le maggiori difficoltà di reperimento dei lavoratori saranno le imprese del Nord est (45,3% dei profili da assumere), con in testa le imprese del Friuli-Venezia Giulia (47,4%), seguite dalle imprese del Nord Ovest (39,8%), del Centro (36,1%) e del Sud e Isole (32,5%).

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