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Migranti, nuovi sbarchi dopo i bombardamenti su Tripoli

redazione web

Migranti, nuovi sbarchi dopo i bombardamenti su Tripoli

venerdì 22 Novembre 2019 - 11:10
Migranti, nuovi sbarchi dopo i bombardamenti su Tripoli

L'Oim ha contato nel giro di due giorni ore almeno nove imbarcazioni partite dalla Libia con a bordo seicento migranti in fuga da "Alcuni dei più pesanti bombardamenti dall'avvio del conflitto libico". In 125 a Lampedusa. Show di Salvini

Le autorità maltesi hanno soccorso un barcone con a bordo settanta migranti, tra i quali molti bambini.

Lo ha reso noto Alarm Phone, che ieri aveva sollecitato un intervento.

E intanto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha contato nel giro di due giorni ore almeno nove imbarcazioni partite dalla Libia con a bordo complessivamente oltre seicento migranti per sfuggire ai nuovi bombardamenti su Tripoli.

I quaranta morti nell’hangar di Tripoli

Nel luglio di quest’anno un attacco aereo su Tripoli aveva distrutto un hangar nel quale si trovavano stipati 120 migranti (nella foto), causando quaranta morti e ottanta feriti.

In quel caso il governo di Serraj accusò le milizie di Haftar, e viceversa.

Imbarcarsi per sfuggire alla morte

Adesso i bombardamenti sono ricominciati e i migranti cercano di sfuggire alla morte imbarcandosi.

In trecento sono sulle navi umanitarie Ocean Viking e Open arms in cerca di un porto.

Tra ieri e oggi tre sbarchi autonomi si sono verificati a Lampedusa (125 arrivati). Poco prima dell’alba di oggi 37 migranti, tra cui tre donne, – sono approdati con un barcone a Cala palme, dentro il porto dell’isola.

Sono stati fermati dalla Guardia di finanza e dai Carabinieri e accompagnati all’interno del centro di accoglienza hot spot dell’isola dove si trovavano gli altri migranti giunti in precedenza.

I migranti fuggono dai bombardamenti

Un picco di partenze, segnala l’Oim, che avviene “mentre Tripoli e le aree vicine sono sottoposte ad alcuni dei più pesanti bombardamenti dall’avvio del conflitto libico nello scorso mese di aprile”.

Federico Soda, capo missione di Oim Libia, si è detto “profondamente preoccupato per la sicurezza dei migranti che sono vulnerabili agli scontri, al traffico ed agli abusi mentre le condizioni di sicurezza si deteriorano ulteriormente”.

“La Libia – ha aggiunto – non è un porto sicuro; c’è bisogno di un meccanismo certo di sbarco per le persone che fuggono dalla violenza e dagli abusi”.

L’ennesimo show propagandistico di Salvini

Intanto l’ex ministro dell’Interno e capo della Lega Nord Matteo Salvini, iscritto nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Agrigento con l’accusa di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio riguardo al caso dei 164 migranti a bordo della Open Arms ai quali aveva vietato l’ingresso in acque italiane, ha approfittato di un’ospitata in Rai per l’ennesimo show propagandistico.

“Uso Unomattina – ha detto – per invitare i giudici ad andare avanti: ho voglia di andare in Tribunale ad Agrigento. Faccio un appello alla Procura, non vedo l’ora di venire da loro. Se difendere i confini è un reato annuncio che lo rifarò”.

Il caso Open Arms è analogo a quello della Diciotti. In quell’occasione il Tribunale dei ministri di Catania chiese l’autorizzazione a procedere per sequestro di persona per il capo della Lega Nord e ministro dell’interno Matteo Salvini, che venne poi “assolto” grazie agli allora alleati del M5s.

La bufala della chiusura dei porti

Tra le bufale più riuscite di Salvini quella di aver “chiuso i porti” dell’Italia, nazione che ha 7.600 chilometri di coste.

Eppure ancora molti italiani sono convinti che l’aver impedito a poche centinaia di persone sulle navi delle ong di entrare in Italia – mentre, come ha rivelato il sindaco di Lampedusa Totò Martello, gli sbarchi “autonomi” non si erano mai fermati portando sulle coste del nostro Paese migliaia di migranti – avesse risolto il problema.

Intanto archiviata l’inchiesta Alan Kurdi

Il tribunale dei Ministri, accogliendo la richiesta della Procura di Roma, ha archiviato l’indagine che vedeva indagato l’ex ministro degli Interni, Matteo Salvini, per abuso d’ufficio e rifiuto di atti di ufficio per la vicenda Alan Kurdi della ong Sea Eye del 3 aprile 2019. Archiviata anche la posizione del prefetto Matteo Piantedosi, capo di gabinetto del Viminale.

La nave della Ong tedesca soccorse al largo della Libia 64 migranti che si trovavano a bordo di un gommone. Dopo il “no” di Salvini allo sbarco, la nave, con a bordo donne e bambini, raggiunse il 13 aprile Malta e i migranti furono distribuiti tra Germania, Francia, Lussemburgo e Portogallo.

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