A Palermo Meloni si schiera con Lagalla e rinuncia a Varchi - QdS

A Palermo Meloni si schiera con Lagalla e rinuncia a Varchi

Raffaella Pessina

A Palermo Meloni si schiera con Lagalla e rinuncia a Varchi

venerdì 29 Aprile 2022 - 08:20

Centrodestra sempre più incartato: Fi e Lega restano su Cascio. La candidata sindaco si sacrifica per l’unità del centrodestra

PALERMO – Rivoluzione continua all’interno delle forze di centrodestra che stanno affrontando la prima delle sfide in Sicilia, quella delle amministrative che vedrà al voto numerosi comuni, grandi e piccoli. Ieri si è ufficializzata la rottura dell’asse Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. In particolare l’attenzione è puntata sulle alleanze per la poltrona di sindaco di Palermo. Carolina Varchi (FdI), fino a ieri una dei candidati a sindaco del capoluogo, ha deciso di fare un passo indietro e ha dichiarato che con il suo partito FdI appoggerà la candidatura di Roberto Lagalla, candidato a sindaco per Diventerà Bellissima, per evitare una frammentazione dei voti nel centrodestra, cosa che favorirebbe la sinistra.

Fallisce il tentativo di uno stesso nome per tutto il centrodestra

Ma fallisce comunque il tentativo di riunire sotto uno stesso nome tutto il centrodestra, perché oltre a Lagalla continuerà a correre per la poltrona di sindaco di Palermo anche Francesco Cascio, che incassa il favore non solo di Forza Italia, ma anche della Lega e degli autonomisti, anche se per questi ultimi prosegue la sua corsa alla conquista della poltrona di primo cittadino anche Totò Lentini, attualmente capogruppo degli autonomisti all’Ars e che si presenta con due liste civiche. “Abbiamo molto apprezzato le doti di serietà e di equilibrio dell’on. Cascio da Presidente dell’ARS durante gli anni della presidenza della Regione di Raffaele Lombardo – ha dichiarato il deputato regionale autonomista Roberto Di Mauro -. Inoltre siamo convinti che le sue esperienze di assessore regionale e di legislatore nazionale e la sua sensibilità di medico saranno preziose nell’affrontare da primo cittadino i problemi della città di Palermo”.

Di certo i risultati che usciranno dalle urne saranno la cartina tornasole della bontà o meno di queste alleanze, che se dovessero funzionare, potranno essere applicate anche per il rinnovo del Parlamento regionale, previsto per il prossimo autunno, anche se i meccanismi elettorali sono diversi. La presa di posizione di Varchi è stata molto apprezzata dal suo partito. “Ringrazio anche a nome dei vertici del partito Carolina Varchi per l’ottimo lavoro svolto sul territorio, in queste settimane, e per la sua decisione presa con grande generosità e senso di responsabilità per evitare una frammentazione del centrodestra che con tre candidati avrebbe favorito la sinistra – ha detto Giampiero Cannella, coordinatore regionale per la Sicilia occidentale di Fratelli d’Italia -. Sul nome di Roberto Lagalla è possibile realizzare una grande unità, la stessa che deve confermare Nello Musumeci a presidente della Regione Siciliana”.

Ringrazia anche Alessandro Aricò, di Diventerà Bellissima: “Da palermitano e da uomo del centrodestra desidero esprimere anche a nome di DB un pensiero di ringraziamento e apprezzamento per la decisione di Carolina Varchi di favorire l’unità della nostra coalizione, limitando così fortemente la possibilità del centrosinistra di continuare a male amministrare Palermo”.
“Con Roberto Lagalla sono intanto amico e poi ci rispettiamo molto – ha commentato il coordinatore di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè -. Oggi la candidatura di Roberto è diventata un viatico alla candidatura prossima di Musumeci e noi su questo punto abbiamo dei grossi problemi. Mi dispiace che si sia arrivati a questo punto, speravo nell’unità della coalizione e se Fdi avesse capito che i problemi di Palermo non possono essere legati a quelli della Regione, oggi saremmo tutti insieme. O su Roberto o su un altro. Il problema è che FdI ha utilizzato Palermo come merce di scambio e Palermo non è merce di scambio”.
“Conquisteremo Palermo e vinceremo lo stesso – ha aggiunto – anche se sarebbe stato meglio farlo tutti insieme. Pazienza”.

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