Pd Sicilia, l’ira di Faraone: “Cacciato perché contro il M5s” - QdS

Pd Sicilia, l’ira di Faraone: “Cacciato perché contro il M5s”

Raffaella Pessina

Pd Sicilia, l’ira di Faraone: “Cacciato perché contro il M5s”

martedì 23 Luglio 2019 - 02:00
Pd Sicilia, l’ira di Faraone: “Cacciato perché contro il M5s”

E oggi Fausto Raciti ha annunciato denunce alla magistratura ordinaria dell'operato della Commissione di garanzia del partito che ha annullato l'elezione del suo successore. "Lupo, Cracolici e Teresa Piccione pensano a un rapporto ancillare del Pd con il M5s"

Fausto Raciti, deputato nazionale del Pd e già presidente della Commissione regionale per il congresso, ha annunciato che si rivolgerà alla giustizia ordinaria contro la decisione della Commissione di garanzia del partito che ha annullato l’elezione a segretario regionale di Davide Faraone, suo successore.

“Il capogruppo del Pd all’Ars Giuseppe Lupo, il deputato regionale Antonello Cracolici e Teresa Piccione (co-coordinatrice della mozione Zingaretti in Sicilia, ndr) – ha detto Raciti – rilanciano ancora oggi la necessità di un dialogo e addirittura il dispiacere per non avere potuto in passato stringere alleanza con il Movimento 5 stelle”.

“Questo è il percorso – ha spiegato – che hanno in testa dopo la rimozione di Faraone dalla segreteria regionale e su questo sarà battaglia. Come si faccia a pensare che un rapporto ancillare del Pd rispetto al Movimento 5 stelle possa essere utile alla Sicilia nelle stesse ore in cui Di Maio rilancia la campagna di delegittimazione e aggressione nei nostri confronti, è un mistero che non so spiegare: capisco l’ossessione di fare della Sicilia un laboratorio, ma non capisco perché stiano offrendo il Pd come cavia”.

“Viste la palesi forzature che si stanno consumando, sulle regole e sulla politica – conclude Raciti – non mi resta che rendere noto che contesterò le decisioni della Commissione nazionale di garanzia presso gli organi di giustizia ordinaria”.

Ieri  l’ex segretario renziano del Partito Democratico Davide Faraone, aveva tenuto una conferenza stampa affermando di sentirsi  tradito dal suo stesso partito: “La sensazione che ho – ha detto Faraone – è che stanno epurando uno a uno tutti i renziani del Pd per dimostrare a Di Maio di avere le carte in regola per un accordo. Franceschini è un autore di tutto questo. E un’operazione cinica e pericolosa a cui mi opporrò fino a quando avrò la forza di farlo”. Faraone ha aggiunto che è stato condizionato l’esito della Commissione di garanzia per estrometterlo. “Le correnti si sono presi la commissione di garanzia e l’hanno usata come strumento di epurazione politica. Non hanno commissariato Davide Faraone o il Pd siciliano ma commissariano la Sicilia perché qui c’è qualcuno che può intralciare i loro piani. Faraone dice no all’inciucio e quindi va cacciato”.

L’ex segretario regionale ha detto che gli era stato offerto un incarico a Roma per convincerlo a farsi da parte. “Se qualcuno si aspetta che dopo questo provvedimento batta in ritirata si sbaglia. Lo scontro sulla segreteria non appassiona nessuno se non che i notabili. Non ci fermeremo, non passiamo la mano ma rilanciamo a partire dalla Leopolda sicula. Continuerò a fare politica a testa alta – ha aggiunto Faraone – La mia non è una ritirata, la mia è una battaglia politica annunciata con più determinazione rispetto al passato, naturalmente con strumenti nuovi”. Questo fatto sancisce che lo scontro interno tra le due anime del Partito Democratico non è terminato anzi si è inasprito. Secondo Faraone inoltre la Sicilia doveva diventare il laboratorio politico di un accordo con il M5S.

“Hanno perso le elezioni e si vendicano commissariando la Sicilia. Mai un segretario del Pd è stato commissariato per le cose ridicole che vengono contestate in questi ricorsi”. Faraone non vuole entrare nel merito dei ricorsi e della decisione. Si è sancito un principio che spero non varrà d’ora in avanti: chi è più debole basta che si ritiri qualche ora prima dell’apertura dei gazebo per far annullare la competizione democratica”.

Ma i vertici del Movimento Cinquestelle non ci stanno e il vice premier Di Maio replica seccamente: “I media ogni giorno provano ad accostarci alle altre forze politiche. Ormai è diventato l’hobby di molti commentatori e pseudo analisti politici. Perché lo fanno? Per mettere zizzania. Ci provocano in tutti i modi, ma forse non hanno ancora capito una cosa: noi siamo orgogliosamente diversi da tutti gli altri. E lo abbiamo dimostrato in questi anni con i fatti”. Di Maio giudica “fantasia” l’ipotesi di alleanza tra M5s e Pd e ribadisce: “Noi siamo orgogliosamente diversi dal Pd e non vogliamo avere nulla a che fare con un partito che invece di supportare la nostra battaglia di civiltà nei confronti dei cittadini, ha saputo criticare il reddito di cittadinanza e oggi sta facendo le barricate contro il salario minimo”.

“Abbiamo pensato parecchio – dicono i parlamentari siciliani 5 Stelle – se rispondergli o meno, regalandogli quell’attestato di esistenza in vita che disperatamente va cercando con improbabili scarpinate o con gite tra i ruderi di Sicilia. C’è da riconoscere che Faraone è pure sfortunato, ora che non è più al governo nazionale ha trovato le soluzioni a tutti i problemi del Paese. Chissà che non trovi anche tutte quelle per il Pd, ora che è stato sbattuto fuori dalla cabina di regia del partito in Sicilia”.

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