Prestiti, attenzione ai tassi applicati - QdS

Prestiti, attenzione ai tassi applicati

Serena Giovanna Grasso

Prestiti, attenzione ai tassi applicati

venerdì 11 Ottobre 2019 - 00:00

Altroconsumo: le Legge stabilisce per ogni tipologia di credito erogato un Taeg massimo invalicabile. In caso di tasso “usuraio” reclamare prima all’ente di credito e poi all’arbitro bancario e finanziario

PALERMO – Un numero sempre maggiore di persone fa ricorso a mutui, finanziamenti, a conto corrente o carta di credito. In parole povere, ormai quasi tutti hanno a che fare con banche ed istituti di credito e, quindi, pagano interessi e spese che comportano. Ma come è possibile riconoscere i tassi “usurai”? La guida di Altroconsumo ha diffuso i tassi medi di interesse effettivi globali (Taeg) e tassi massimi, pubblicati dalla Banca d’Italia e validi dallo scorso primo ottobre fino alla fine dell’anno in corso. Il Taeg medio più basso è quello applicato sui mutui ipotecari a tasso variabile (2,39%); in ogni caso, il tasso applicato non potrà mai salire oltre il 6,9%. Taeg basso anche per i mutui ipotecari a tasso fisso: quello medio è pari a 2,67%, mentre il massimo consentito arriva al 7,3%.

D’altra parte, troviamo il credito “revolving”, ovvero quel tipo di credito che non ha un numero fisso di pagamenti, contrariamente al credito rateale (ad esempio, le carte di credito): infatti, in questo caso, il Taeg medio è estremamente elevato ed è pari al 16,1% e per legge può addirittura arrivare fino al 24,1%. Tassi medi particolarmente elevati contraddistinguono anche gli scoperti senza affidamento: se l’importo scoperto è al massimo pari a 1.500 euro, il tasso medio sarà uguale al 15,3% e mai superiore al 23,1%; mentre, nei casi in cui si superano i 1.500 euro di scopertura, il Taeg medio sale al 15,5% e il massimo arriva al 23,4%.

Nel caso di mutui e prestiti, è possibile usare il simulatore di Altroconsumo per verificare la rispondenza del tasso ai limiti stabiliti dalla Legge, inserendo le informazioni relative ai tassi e alle spese, reperibili sul contratto di mutuo o prestito firmato. Se il tasso risulta usuraio, si può presentare reclamo alla banca o finanziaria che sia. Se non si ottiene nessuna revisione, il passo successivo è quello di rivolgersi all’Arbitro bancario e finanziario. Se anche quest’opzione dovesse poi portare ad un esito negativo, sarà possibile rivolgersi all’Autorità giudiziaria con una perizia econometria, fatta da organismi specializzati.

Mentre per tutti gli altri tipi di finanziamento, la Banca d’Italia calcola il tasso massimo aumentando il Taeg medio di un quarto e aggiungendo ulteriori quattro percentuali. Oltre il tasso massimo, scatta il reato di usura. Secondo la legge, i tassi di un prestito che superano il tasso usuraio sono considerati come non apposti, per cui al prestito sarà applicato il Taeg corrispondente al tasso nominale minimo dei Bot annuali emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto.

Un ulteriore consiglio cui prestare attenzione nel momento in cui si stipula un finanziamento attiene alle spese accessorie. Infatti, spesso le finanziarie includono nel costo del finanziamento alcune spese non strettamente legate al rimborso del capitale o al pagamento degli interessi e rappresentano i costi legati ai servizi necessari alla gestione del tuo prestito, come le spese di istruttoria, le spese di incasso e gestione rata, l’imposta di bollo o sostitutiva sul contratto, il costo per le singole comunicazioni periodiche.

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