Prodotti e servizi sostenibili, in Sicilia crescono (poco) le aziende “certificate” - QdS

Prodotti e servizi sostenibili, in Sicilia crescono (poco) le aziende “certificate”

Michele Giuliano

Prodotti e servizi sostenibili, in Sicilia crescono (poco) le aziende “certificate”

giovedì 10 Marzo 2022 - 08:47

Su un totale di 264 licenze “Ecolabel” rilasciate in Italia, soltanto 16 riguardano l’Isola. Male le registrazioni “Emas”: 10 imprese e 22 siti, in diminuzione rispetto al 2019

PALERMO – Il rispetto dell’ambiente e la sostenibilità sembrano essere valori a cuore degli imprenditori siciliani anche se non è tutto oro quel che luccica. Lo dimostrano i dati relativi ai servizi e prodotti contraddistinti da Ecolabel Ue, il marchio di qualità ecologica dell’Unione europea che contraddistingue prodotti e servizi che, pur garantendo elevati standard prestazionali sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita.

Su un totale di 264 licenze in Italia, 16 di queste riguardano servizi resi sull’isola. In tal modo, la Sicilia si pone al settimo posto tra le regioni italiane. Di converso, entrando nel dettaglio, in Sicilia si riscontra la totale assenza di certificazioni di prodotto, mentre la regione è al secondo posto per numero di certificazioni Ecolabel Ue di “servizi di ricettività turistica”, discostandosi dal primo posto di sole tre unità.

Nonostante la pandemia abbia avuto un impatto determinante sui servizi di ricettività turistica, anche nel 2020 in Sicilia si è registrato un lieve aumento del numero di certificazioni nel predetto settore passando da 12 a 16. A livello italiano, le regioni con maggiori certificazioni sono la Lombardia, con 48 marchi, l’Emilia Romagna, con 37 marchi, e il Piemonte, con 33 etichette. Le regioni in fondo alla classifica sono il Molise, che non ha registrato alcun marchio, e poi le Marche, la Calabria, la Basilicata, il Friuli Venezia Giulia e la Valle d’Aosta, con una certificazione ciascuno.

La scelta di accedere volontariamente a questa etichetta ecologica dell’Unione europea è un segnale importante, perché contrassegna prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita garantendo al contempo elevati standard prestazionali: tiene conto della vita media di un prodotto, della sua riutilizzabilità e riciclabilità, nonché della riduzione degli imballaggi e del loro contenuto in materiale riciclabile. In tal modo, le aziende che hanno scelto il marchio Ecolabel Ue contribuiscono attivamente agli obiettivi del new green deal e orientano il mercato verso scelte più ecosostenibili, attuando molti degli elementi dell’economia circolare.

Anche per quanto riguarda la certificazione Iso 14001 viene spesso utilizzata sia nel settore privato sia in quello pubblico per accrescere la fiducia degli stakeholders nel sistema di gestione ambientale di un’organizzazione. Dai dati regionali forniti da Accredia la Sicilia si pone in evidenza con 572 certificati, 550 aziende certificate e 875 siti nel 2020.

In considerazione dell’attuale situazione economica determinata dalla pandemia, nella regione si segnala un soddisfacente aumento sia delle aziende certificate (20 in più rispetto al 2019), sia dei certificati (23 certificati in più rispetto al 2019) mentre si evidenzia un marcato aumento dei siti certificati (70 siti in più rispetto al 2019). I certificati Iso 14001 sono cresciuti negli anni: dal 2012 ad oggi sono aumentate di 64 unità; le aziende certificate sono 660: 56 in provincia di Trapani, 136 a Palermo, 47 ad Agrigento, 52 a Caltanissetta, 13 a Enna, 50 a Ragusa, 87 a Messina, 123 a Catania e 96 a Siracusa.

Non vanno altrettanto bene le registrazioni Emas, il Sistema comunitario di ecogestione e audit (Emas=Eco-Management and Audit Scheme) a cui possono aderire volontariamente le imprese e le organizzazioni, sia pubbliche che private, con sede nel territorio della Comunità Europea o al di fuori di esso, che desiderano impegnarsi nel valutare e migliorare la propria efficienza ambientale.
Nel 2020 in Sicilia, facendo riferimenti ai dati Ispra aggiornati a febbraio 2021, le aziende/imprese registrate sono pari a 10, mentre i siti che hanno mantenuto la registrazione o che hanno ottenuto nuova registrazione Emas sono in totale 22. Rispetto al 2019, si registra una diminuzione delle aziende registrate, 10 nel 2020 rispetto alle 14 del 2019, andamento che riguarda anche i siti, pari a 22 nel 2020 e 25 nel 2019.

Numeri in negativo molto bassi rispetto a moltissime regioni, che segnano cifre molto più alte in questo caso: la Lombardia, con 226 imprese, l’Emilia Romagna con 146 aziende, la Toscana con 112.

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