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Referendum eutanasia e giustizia, da oggi si firma anche online

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Referendum eutanasia e giustizia, da oggi si firma anche online

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giovedì 12 Agosto 2021 - 14:26

Da oggi, grazie all'emendamento approvato nei giorni scorsi, la raccolta firme si digitalizza. Per partecipare basterà possedere lo Spid o la carta d'identità elettronica

Da oggi i referendum e le leggi di iniziativa popolare si possono firmare anche online, senza dunque recarsi ai gazebo sparsi nelle città. La raccolta firme si digitalizza. Grazie all’emendamento dei giorni scorsi approvato all’unanimità dalle commissioni Affari costituzionali e Ambiente per la raccolta firme per i referendum on line tramite identità digitale (Spid) e carta d’identità elettronica.

REFERENDUM EUTANASIA

Attualmente in corso la raccolta firme per la legalizzazione dell’eutanasia, intesa come intervento medico che prevede la somministrazione diretta di un farmaco letale al paziente terminale che ne fa richiesta. Attualmente tale fattispecie in Italia costituisce un reato punito dall’articolo 579 (Omicidio del consenziente) o dall’articolo 580 (Istigazione o aiuto al suicidio) del Codice Penale.

Nel 2019 la Corte Costituzionale ha ritenuto ammissibile la richiesta di aiuto indiretto a morire da parte di un medico a patto che: la persona che ne fa richiesta sia capace di intendere e volere, sia affetta da una patologia irreversibile portatrice di gravi sofferenze fisiche o psichiche, e rimanga in vita soltanto grazie ai trattamenti di sostegno vitale.
Questo anche grazie alle battaglie di Eluana Englaro, Dj Fabo, Piergiorgio Welby.

Adesso serve una legge che regolamenti l’eutanasia e che non la renda più punibile. L’obiettivo della raccolta firme è di raggiungere quota 500mila firme entro il 30 settembre 2021. Ad oggi ne sono state acquisite più della metà.

REFERENDUM GIUSTIZIA

Attualmente in corso sono anche le raccolte firme per i 6 quesiti referendari sulla giustizia promossi dal Partito Radicale e dalla Lega di Matteo Salvini.
Proponendo la separazione delle carriere dei magistrati e la loro responsabilità diretta, così come una riforma del CSM.

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