Salario minimo in Italia, cos'è e come funziona - QdS

Salario minimo in Italia, cos’è e come funziona

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Salario minimo in Italia, cos’è e come funziona

Salvatore Rocca  |
lunedì 06 Giugno 2022 - 16:52

In fase di discussione, ancora una volta, il tema dell'introduzione del salario minimo nel nostro Paese

È aperto ormai da giorni in Italia il dibattito sulla possibile introduzione del salario minimo, misura portata avanti per diversi anni dal Movimento 5 Stelle e ribadita, nelle ultime ore, dal suo leader Giuseppe Conte in occasione della sua visita a Palermo.

L’argomento è in fase di discussione in queste settimane tra Parlamento UE e Stati membri, dopo che un anno e mezzo fa la Commissione europea aveva effettuato il primo varo del testo.

Ma cos’è il salario minimo e come funziona?

Cos’è il salario minimo

Il salario minimo è una retribuzione minima tutelata dalla legge che andrebbe a fissare una soglia base di stipendio al di sotto della quale un datore di lavoro non potrebbe retribuire un dipendente.

Come detto, la norma è attualmente sotto osservazione da parte dell’Unione Europea, poiché non esiste una legislazione unitaria che la regolamenta.

Il salario minimo in Italia

Sono 21 su 27 i Paesi aderenti all’UE che prevedono una legge a tal proposito, mentre i rimanenti 6 (tra cui l’Italia) non forniscono alcuna tutela legislativa per il lavoratore.

A riprendere il tema, nel nostro Paese, è stata di recente l’ex ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, la quale ha ribadito l’importanza dell’introduzione del salario minimo in Italia a ridosso del Primo Maggio, Festa dei Lavoratori.

In Italia la proposta è quella di garantire contratti di lavoro con una paga non inferiore ai 9 euro l’ora. In altri Paesi come la Germania, invece, si sta pensando di incrementare la paga fino a 12 euro l’ora.

Coro di voci a favore

Nei giorni scorsi il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, ha espresso parere favorevole alla possibile introduzione del salario minimo in Italia. Per Letta, infatti, è necessario seguire proprio la linea di Germania e Australia, Paesi – a dire dell’ex Premier – “simili” al nostro.

L’ipotesi è stata sostenuta anche dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, definendo il salario minimo come “una buona cosa” se “ben studiato”.

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