Sanità ed emergenza, Vulcano momento difficile per le Eolie - QdS

Sanità ed emergenza, Vulcano momento difficile per le Eolie

Lina Bruno

Sanità ed emergenza, Vulcano momento difficile per le Eolie

sabato 27 Novembre 2021 - 00:40

Permane il senso d’insicurezza degli abitanti delle isole, anche a causa di collegamenti non adeguati. Il sindaco di Lipari, Giorgianni, illustra le iniziative avviate per aiutare la popolazione

LIPARI (ME) – Disagi con una continuità esasperante per gli abitanti delle isole Eolie. Sanità e collegamenti non adeguati aumentano il senso di insicurezza tra i cittadini, specie adesso che c’è da affrontare un fenomeno nuovo, quello delle emissioni di 480 tonnellate di CO2 a Vulcano, mentre sullo sfondo rimane quello spauracchio chiamato Covid.

Il sindaco di Lipari, Marco Giorgianni, dopo la firma delle ordinanze che prevedono l’allontanamento notturno dalle zone critiche e il divieto di accesso nell’area dei fanghi, cerca di tranquillizzare i cittadini che con senso di responsabilità, dice si stanno attenendo alle prescrizioni. Le persone che hanno dovuto cercare una diversa collocazione per dormire sono circa trecento, chi non ha trovato un’alternativa si è sistemato nelle strutture ricettive e per questo il Comune ha stanziato un fondo da assegnare ai nuclei familiari. Qualcuno, nel frattempo, ha preferito lasciare Vulcano in attesa che si sappia qualcosa in più sull’evoluzione del fenomeno e sui suoi effetti.

Il sindaco ha chiesto intanto dei monitoraggi continui e articolati su tutti i punti strategici dell’isola oltre ai controlli che l’Ingv ha iniziato da subito nell’area più critica. Giorgianni ha chiesto un approfondimento anche su eventuali rischi per chi abita nei secondi piani, che per il momento non deve lasciare la propria abitazione la notte. In ogni caso, per la permanenza anche giornaliera nelle zone prescritte sono consigliate a tutti alcune precauzioni. A Vulcano, nel frattempo, è arrivata un’attrezzatura più sofisticata per i rilevamenti, il personale dell’Arpa e della struttura sanitaria regionale e provinciale.

“Si sta lavorando – sottolinea il sindaco – a un protocollo e a un sistema di monitoraggio completo e continuo, sia per le attività ricettive che per i nuclei abitativi con rilevamenti costanti e stabili. Accorgimenti che potrebbero liberarci dall’incertezza in cui viviamo”. Per il momento, assicura il primo cittadino, non è prevista alcuna evacuazione dell’isola, ci sono le navi della guardia costiera e le prove di ormeggio legate all’adeguamento del Piano di protezione civile e quindi funzionale anche a una eventuale drastica decisione.

Nei giorni scorsi, però, sono arrivate anche buone notizie: da Palermo è infatti giunta la notizia della conclusione della gara per il porto di Vulcano, un investimento di circa due milioni 900 mila euro. “Ci lavoriamo da cinque anni – dice il sindaco – il pontile era in ferro e con un provvedimento del Genio civile era stato dichiarato inagibile nel 2015, ma veniva utilizzato lo stesso contingentando le persone con un mio provvedimento. Sarebbero serviti 800 mila euro per il ripristino ma la mia Amministrazione ha scelto di fare un attracco alternativo provvisorio e chiedere un finanziamento per fare una infrastruttura nuova, solida e ottenendo, nel 2016, due milioni di euro. Sono stati necessari tutti i pareri ed è iniziata una trafila lunghissima che si è conclusa solo agli inizi del 2021. Nel frattempo, il Governo regionale ha aggiunto altri 900 mila euro. Il nostro Rup ha approvato il progetto esecutivo e per fare prima lo abbiamo dato per la gara alla Regione che ha il suo ufficio. Martedì c’è stato l’esito e il nome della ditta che potrà iniziare i lavori”.

Come accennato, resta infine il problema sanitario: l’isola usufruisce in questo momento di una Guardia medica attiva tutti i giorni h24. “Per qualsiasi sintomo legato a difficoltà respiratoria – spiega Giorgianni – ci si deve recare nel presidio. Finora si sono presentati pochi casi e non è detto che siano riconducibili al fenomeno. Non ci sono prove finora che ci dicano quali problemi crei alla salute respirare per più di otto ore quella quantità di Co2”.

All’Ospedale di Lipari, però, continuano a mancare figure professionali centrali. Bernardo Alagna, commissario straordinario dell’Asp di Messina, dopo la pubblicazione dei bandi ha assicurato che arriverà presto il personale medico mancante. Nel nosocomio c’è un cardiologo soltanto al mattino, un ortopedico una volta la settimana, mancano anestesisti, chirurghi e non c’è un punto nascite. “Anche questi bandi andranno deserti come i precedenti – commenta Giorgianni – se non cambierà la legge, in discussione da quattro anni, per dare premialità e incentivi in deroga alla normativa vigente a chi sceglie di lavorare nelle isole minori, la situazione continuerà a essere critica”.

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