Siccità ed eventi estremi, incubo per gli agricoltori - QdS

Siccità ed eventi estremi, incubo per gli agricoltori

Michele Giuliano

Siccità ed eventi estremi, incubo per gli agricoltori

venerdì 27 Marzo 2020 - 00:00
Siccità ed eventi estremi, incubo per gli agricoltori

L’allarme della federazione Utilitalia: nell'Isola e nel Sud ci vorrebbero 3,9 miliardi di euro in infrastrutture. Le piogge delle ultime 48 ore, seppur copiose, non sono in grado di poter risollevare la Sicilia dall’emergenza legata alla mancanza di acqua per irrigare

PALERMO – Le piogge delle ultime 48 ore, seppur copiose, non sono comunque in grado di poter risollevare la Sicilia dall’emergenza siccità. Bisognerebbe recuperare da un intero inverno fin troppo caldo e per nulla piovoso, un vero problema per l’agricoltura siciliana, che al di là dell’emergenza sanitaria vive un futuro a breve termine fatto di siccità e conseguenti incalcolabili danni all’agricoltura.

Dell’emergenza idrica in Sicilia ne parla in una nota Utilitalia, la federazione che riunisce le aziende operanti nei servizi pubblici dell’acqua, dell’ambiente, dell’energia elettrica e del gas.

“La crisi sanitaria che sta attraversando l’Italia ha focalizzato su di sé tutta l’attenzione mediatica – evidenzia l’organizzazione di categoria -. Ma una volta esaurita l’emergenza sarà necessario riprendere in mano tutti quei temi oggi messi in stand-by. Tra questi c’è anche la questione idrica e la lotta alla siccità”.

“Stiamo lasciando alle spalle un inverno eccezionalmente siccitoso – spiega il presidente della Federazione, Giovanni Valotti sottolineando come non si tratti più di un caso isolato -. Gli eventi siccitosi e quelli alluvionali non possono più essere considerati avvenimenti eccezionali ma eventi dalla ricorrenza ciclica, pertanto devono essere affrontati con interventi e processi strutturali sostenibili nel lungo periodo”.

Un clima quindi assolutamente “pazzo” in Sicilia, confermato proprio in questi ultimi due giorni che coincidono con l’ingresso della primavera e che quindi dovrebbe garantire un clima più mite. Invece, al contrario, in Sicilia si stanno registrando delle piogge battenti anche se sicuramente non tali da poter considerare superata l’emergenza, tutt’altro.

A fronte di fenomeni climatici estremi sempre più frequenti, che diventano quindi norma e non più evento straordinario, per garantire nei prossimi anni un approvvigionamento sicuro di acqua potabile, la Federazione ha stimato servano 7,2 miliardi di euro di nuovi investimenti infrastrutturali, di cui più della metà vanno alla Sicilia e al Sud, per cui sarebbero necessari quasi 4 miliardi di euro.

La prima criticità da risolvere riguarda le reti e gli impianti, evidentemente troppo vecchi: si registrano perdite di rete superiori al 42%, mentre il 60% delle infrastrutture è stato messo in posa oltre 30 anni fa; il 25% di queste supera i 50 anni. Allo stesso tempo, l’inizio del nuovo anno ha segnato un -75% delle precipitazioni rispetto al 2019 (al netto delle ultime 48 ore, ndc), con una temperatura superiore di 1,65 gradi rispetto alla media storica.

Gli investimenti andrebbero alla costruzione di serbatoi, nuovi approvvigionamenti, riutilizzo delle acque reflue, riduzione delle dispersioni e interconnessioni tra acquedotti.

Tra gli investimenti già pianificati, il 75% sono destinati a interventi per la costruzione di collegamenti di schemi idrici e per la riduzione delle dispersioni. Un’altra possibilità per compensare i periodi di siccità è il riuso di acque depurate in agricoltura, anche se in Italia l’attuale quadro normativo del riuso impone ancora restrizioni alla sua diffusione. La situazione dovrebbe cambiare con il recepimento della nuova direttiva europea, ma nel frattempo il Paese tratta e ricicla ogni anno solo il 2% delle acque reflue.

“Il nostro Paese – evidenzia il presidente di Utilitalia – ha enormi problemi legati all’acqua: siccità d’estate, alluvioni in autunno, grandi rischi idrogeologici in molte aree territoriali. Così come fatto con il piano energia clima, serve un grande piano per la gestione della risorsa idrica, capace di delineare ambiziosi obiettivi per il futuro e di sfidare le imprese al loro raggiungimento”.

Bisogno di cambiamento, quindi, nell’ottica di un ambiente che cambia e al quale bisogna adattarsi, senza fermarsi agli schemi preconcetti ma accompagnandolo per uno sviluppo ecosostenibile.

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