Sicilia poco attrattiva per gli startupper extra Ue - QdS

Sicilia poco attrattiva per gli startupper extra Ue

Dario Raffaele

Sicilia poco attrattiva per gli startupper extra Ue

venerdì 14 Febbraio 2020 - 00:00
Sicilia poco attrattiva per gli startupper extra Ue

Il Mise fa il punto sul programma che semplifica la procedura per il visto d’ingresso per imprenditori non europei. Sono 481 le candidature finora pervenute, provenienti da 49 Paesi (dagli Usa al Giappone, passando da Indonesia, Messico e Congo)

CATANIA – Si è svolto nei giorni scorsi al MiSE il convegno “Il programma Italia Startup Visa (ISV): tra esperienze e futuro”, organizzato dal Ministero in collaborazione con Invitalia, nel corso del quale sono stati presentati i risultati di un’indagine svolta nel 2019 tra gli imprenditori non Ue che hanno beneficiato della procedura semplificata per ottenere il visto d’ingresso, con l’obiettivo di avviare una startup innovativa nel nostro Paese.

Italia Startup Visa è un programma promosso dal MiSE che si sta rivelando un efficace strumento per attrarre nuovi investitori. Sono infatti 481 le candidature finora pervenute, provenienti da 49 paesi extra UE, che hanno l’opportunità di richiedere un visto d’ingresso per lavoro autonomo in Italia attraverso una procedura digitale veloce e gratuita.

L’efficacia e il buon funzionamento del programma può contare sul lavoro sinergico portato avanti nell’ambito del Comitato di valutazione che vede impegnati tutte le istituzioni e gli enti coinvolti.

Il Sottosegretario Gian Paolo Manzella ha sottolineato, nel corso del suo intervento, come “Italia Startup Visa sia un esempio positivo di programma, monitorato e valutato anche da organismi internazionali. La politica per le startup deve sempre di più consolidarsi in un quadro più ampio di politica industriale nazionale, dove il Fondo Nazionale Innovazione rappresenterà un importante supporto al mercato del venture capital in favore delle startup innovative. Un ruolo importante nel mondo delle startup lo rivestono anche le Regioni e la collaborazione con scuole, università e centri di ricerca. Il MiSE continuerà a promuovere questo strumento, che si conferma essere una leva strategica di successo per attrarre talenti e innovazione nel nostro Paese”.

Dai risultati del rapporto presentato emergono inoltre alcune indicazioni di policy per migliorare in futuro l’implementazione del programma, coinvolgendo anche gli attori dell’ecosistema dell’innovazione e facilitando l’accesso al venture capital e al credito bancario.

Il primo Paese di provenienza per numero di candidati al visto startup è la Russia, che tocca nel quarto trimestre 2019 quota 107 (quasi il 25% del totale). In seconda posizione si colloca la Cina, a quota 99 (21%). Guardando ai destinatari di un nulla osta al visto, si osserva una netta prevalenza dei soggetti provenienti dalla Russia, con 73 candidature accettate, seguita da Cina (44), Stati Uniti (28) e Ucraina (21). I restanti beneficiari provengono da 29 diverse nazioni, localizzate in tutti i continenti.

Restringendo l’analisi alle sole candidature accettate, riguardo al livello di istruzione, in particolar modo, appare opportuno segnalare come questa popolazione possa essere definita praticamente nella sua interezza “personale altamente qualificato”: il 92,1% dei destinatari di nulla osta è in possesso infatti di un titolo universitario, in circa i due terzi dei casi di livello pari o superiore alla laurea magistrale italiana.

Nel contempo, i candidati ISV scelgono come meta di destinazione le città italiane che “offrono di più” o dal punto di vista della qualità della vita attesa, oppure dal punto di vista dei servizi offerti localmente agli imprenditori, quali servizi di incubazione, mentoring o poli di innovazione tecnologica. Da rilevare come l’andamento delle localizzazioni dei destinatari di nulla osta sia in linea con il trend nazionale sulla distribuzione territoriale delle startup innovative, che vede in testa Milano (2.076 startup ospitate all’inizio di gennaio 2020, 19% della popolazione nazionale) e, a lunga distanza, Roma (1.112, 10,2%). Modesto, invece, il numero di coloro che hanno scelto di localizzarsi nel Mezzogiorno.

La Sicilia ancora una volta si dimostra Terra poco attraente per chi vuole fare impresa. Soltanto un imprenditore ha deciso di creare la propria attività nell’Isola, Catania la città scelta.

Nel corso dell’evento sono stati presentati due casi di successo avviati, attraverso il programma Italia Startup Visa, da un imprenditore di nazionalità russa e da un imprenditore argentino, che hanno raccontato la loro esperienza diretta nella costituzione della loro startup innovativa in Italia.

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