L’Ucraina affossa le urgenti riforme - QdS

L’Ucraina affossa le urgenti riforme

Carlo Alberto Tregua

L’Ucraina affossa le urgenti riforme

sabato 30 Aprile 2022 - 07:58

Concorrenza, Fisco, Burocrazia

La guerra in Europa è un fatto di gravità inaudita, per cui è giusto che l’informazione di ogni tipo ne tenga conto. Ma è fuorviante il comportamento di chi dimentica i problemi che gravano sull’Italia e sul vecchio Continente fortemente accentuati dalle conseguenze economiche delle sanzioni deliberate dagli Stati Uniti e dall’Ue nei confronti della Federazione Russa.

Col che, pian piano, sotto il cloroformio di un’informazione a senso unico, l’Italia sta declinando e retrocedendo sul piano economico-sociale. A dimostrazione, un dato sintetico: il dimezzamento dell’incremento del Pil previsto per il 2022 dal 4,7 al 2,3 per cento.

Il comportamento degli informatori, di giornali, televisioni, radio e media sociali è irresponsabile perché gli italiani non possono essere distratti dalle questioni fondamentali che riguardano il proprio futuro, soprattutto quello dei giovani. Il proprio futuro, basato anche sugli oltre duecento miliardi di finanziamenti del PNRR.

A proposito di PNRR, ricordiamo che i relativi finanziamenti vengono effettuati ad avanzamento lavori di progetti approvati secondo le regole europee.
Non solo, ma sono subordinati a quattro riforme: Giustizia, Concorrenza, Pubblica amministrazione e Fisco. La prima – per quanto blanda e frutto di continui compromessi – è stata già approvata dalla Camera ed è in attesa della definitiva approvazione del Senato. Ma le altre tre continuano un lentissimo percorso nei meandri delle Camere.

È del tutto pacifico che le riforme cambino degli equilibri: tolgono a chi ha più di quanto dovrebbe avere, per dare a chi ha meno di quanto avrebbe diritto. Perciò le resistenze sono fortissime e si manifestano attraverso i tentacoli assembleari portati dai singoli parlamentari, i quali rappresentano lobbies, centri di potere, gruppi economici e finanziari, non i cittadini.
Per esempio, i titolari di impianti balneari continuano a protestare contro la direttiva Bolkestein perché non intendono perdere la rendita di posizione.
Deve essere chiaro a tutti i lettori che lo Stato e le sue articolazioni locali percepiscono in tutto 115 milioni come compenso delle concessioni, ma il giro d’affari è di oltre 15 miliardi. Valutate voi.
Le proteste dei balneari sono quindi ingiustificate perché non si propone loro di togliere qualcosa di proprietà, bensì di partecipare, a pari condizioni, a gare per l’attribuzione delle concessioni. Nelle gare, come è noto, chi è più bravo vince. Solo gli ignavi si rifiutano di partecipare a gare obiettive.
Veniamo alla riforma del Fisco. Vi sono tante ipotesi, ma ancora un quadro di riferimento non è stato formato. è vero che una prima parte è stata approvata con la riduzione delle aliquote da cinque a quattro, però si discute ancora delle fasce di flat tax, cioé se debbano restare come sono ora oppure se vadano ampliate.

Nel quadro delle riforme, dobbiamo sottolineare quella ottima che ha stabilito l’assegno unico per tutti i figli fino alla maggiore età ed oltre, eliminando detrazioni fiscali e assegni familiari che creavano distorsioni. Un grosso passo vanti verso la chiarezza e l’uguaglianza fra i cittadini.

Infine, affrontiamo il bubbone della riforma della Pubblica amministrazione. Non sembra che il ministro Renato Brunetta sia intenzionato ad inserire i tre elementi che ribalterebbero l’attuale situazione: produttività, merito e responsabilità.
La prova del nove, studiata in terza elementare, è che nell’impiego pubblico non vi siano le caratteristiche sopraelencate e che quando si fanno concorsi, gli italiani che vi partecipano sono migliaia, mentre nel comparto privato le imprese fanno fatica a reperire personale e sono in continua caccia dei cosiddetti “introvabili”, cioè tutti i cittadini, italiani o stranieri, in possesso di competenze per potere essere utilizzati nei processi produttivi e distributivi.
Soprattutto nel comparto della ricettività, che con il fortunato ritorno del turismo, ha bisogno di decine e decine di migliaia di persone, che non si trovano.
Non risulta che vi sia una Pubblica amministrazione a caccia di “introvabili”, mentre vi è una moltitudine di incompetenti che vorrebbe entrarvi.
Auguri a Brunetta se vorrà cambiare metodo di selezione: dal burocratico al professionale.

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