Una fabbrica contro gli organismi nocivi all’agricoltura - QdS

Una fabbrica contro gli organismi nocivi all’agricoltura

Roberto Pelos

Una fabbrica contro gli organismi nocivi all’agricoltura

martedì 03 Dicembre 2019 - 00:00
Una fabbrica contro gli organismi nocivi all’agricoltura

Lo stabilimento di Ramacca (Ct) è gestito dall’Esa. L’assessore Bandiera ha chiesto soluzioni per la cimice del nocciolo. Lucia Zappalà, professoressa di UniCt: “Auspicabile un continuo confronto della struttura con il settore della ricerca”

CATANIA – “La biofabbrica, che il Governo Musumeci intende valorizzare e rilanciare, rappresenta una importante opportunità per la nostra Regione, che è prima in Italia per superficie coltivata con il metodo dell’agricoltura biologica, per cui riuscire a produrre degli insetti che possano inserirsi come predatori naturali di insetti e organismi nocivi, causandone la morte, senza l’uso di additivi chimici o trattamenti di alcun tipo, rappresenta un elemento cardine, per non dire indispensabile, nella lotta biologica”.

Sono le parole di Edy Bandiera, assessore regionale all’Agricoltura che ha recentemente visitato la biofabbrica di Ramacca, lo stabilimento, gestito dall’Ente di Sviluppo Agricolo (Esa) in provincia di Catania, che produce insetti antagonisti che vengono immessi nel terreno a difesa delle colture.

Una realtà siciliana o per meglio dire italiana, considerando il fatto che lo stabilimento è appena il secondo in Italia, oltre quello di Cesena (Biolab). Secondo l’assessore Bandiera, “c’è tanto da fare; ho formalmente chiesto, fornendo loro i necessari contatti scientifici, che la struttura elabori, celermente, un programma per giungere, nel più breve tempo possibile, alla produzione dell’insetto antagonista della cimice del nocciolo, che tanti danni sta arrecando ai territori vocati”.

Attualmente la fabbrica, che sta lavorando anche alla produzione di alcuni insetti predatori di parassiti degli agrumi, produce insetti, che rivende ad un prezzo calmierato, a circa 200 aziende, per una superficie totale servita di oltre 2 mila ettari. “Con stupore ho appreso che non si vedeva a Ramacca un Assessore regionale da ben 14 anni”, ha sottolineato ancora Edy Bandiera.

Sul tema degli insetti antagonisti e delle strutture dove vengono prodotti, abbiamo sentito l’opinione di Lucia Zappalà, professore associato di Entomologia generale e applicata presso il dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente della facoltà di Agraria dell’Università nel capoluogo etneo.

“Il settore dell’agricoltura biologica è certamente da sostenere e implementare in ragione del crescente interesse dal punto di vista sociale ed economico. – ha sottolineato Lucia Zappalà -. Avere sul territorio una struttura che produca insetti utili può sicuramente essere uno strumento importante per gli agricoltori siciliani che sono così messi nelle condizioni di approvvigionarsi agevolmente di organismi benefici utilizzabili nella lotta biologica, non soggetti a condizioni di stress legate alla spedizione da biofabbriche con strutture di allevamento in territori distanti geograficamente.

Tale struttura, che ha molte potenzialità – ha aggiunto la docente universitaria catanese – al di là delle iniziative politiche, dovrebbe essere a mio avviso gestita in maniera efficiente da personale specializzato, costantemente aggiornato e auspicabilmente dovrebbe avvalersi di un continuo confronto con il settore della ricerca per l’individuazione di nuovi potenziali agenti di controllo da produrre per fronteggiare le continue nuove minacce che, in maniera sempre crescente, caratterizzano la difesa delle colture dagli artropodi dannosi”.

Come si può leggere su Internet, l’utilizzo degli insetti antagonisti è andato sempre più crescendo nel corso degli anni per varie ragioni, tra le quali, le coltivazioni intensive che determinano spesso la comparsa di infestazioni intensive, con conseguente maggiore difficoltà nel loro controllo.

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