Incidenti, pesante bilancio anche in Sicilia - QdS

Incidenti, pesante bilancio anche in Sicilia

Antonio Casa

Incidenti, pesante bilancio anche in Sicilia

venerdì 14 Dicembre 2012 - 04:00

I dati della Fondazione Ania sulla sicurezza stradale nel 2011, in occasione della nuova campagna informativa. Morte 271 persone in oltre 13mila incidenti. Palermo e Catania le province più pericolose

CATANIA – In Italia, le strade urbane sono le più pericolose. In Sicilia, quelle in provincia di Palermo. Sono alcuni dei dati più significativi, riferiti al 2011, rilevati dalla Fondazione Ania per la sicurezza stradale.
In pochi chilometri di strada si verifica il maggior numero di incidenti con la più alta percentuale di feriti e seconda solo alle strade extraurbane in termini di decessi. Nel 2011, in Italia si sono registrati 205.638 incidenti stradali. Di questi, il 6,5% è avvenuto nell’Isola (13.283). Anche nella nostra regione il bilancio è pesante: 271 persone sono morte (il 7% del totale), mentre altre 20.129 sono rimaste ferite (6,9%).
Palermo, la provincia più pericolosa. Sulle arterie del territorio sono stati registrati 71 morti e oltre 5mila feriti in 3.493 incidenti. Segue Catania con 3.169 incidenti, 53 morti e 4.498 feriti. La provincia con minor numero di scontri è stata Enna (27 morti, 1.472 feriti). In linea con quanto è accaduto nel resto del Paese, in Sicilia le strade che riservano maggiori insidie sono quelle urbane: quasi 10mila incidenti, con 106 morti e oltre 14mila feriti. A seguire le strade provinciali e le autostrade.
I veicoli maggiormente coinvolti sono le auto; a seguire le due ruote e i veicoli commerciali. Anche le biciclette destano particolare attenzione con 333 incidenti che hanno causato la morte di 5 persone e il ferimento di altre 304.
Continuando in questa triste statistica, i conducenti risultano essere la tipologia di conducente più a rischio con 180 morti. Infine, ma non in ordine d’importanza, i pedoni: lo scorso anno, sempre in Sicilia, ne sono morti 39.
Le cause dell’alta incidentalità? Le solite, nonostante gli appelli e l’informazione continua: velocità e guida distratta. In generale, per fare un esempio, l’87% degli incidenti avvenuti nell’isola sono attribuibili a comportamenti errati del conducente.
Mediamente, in Italia, ogni giorno si sono verificati 563 sinistri in cui hanno perso la vita quotidianamente 11 persone e altre 800 sono rimaste ferite. Sulle strade urbane si sono verificati 157.023 incidenti, pari al 76,4% del totale che hanno causato 213.001 feriti (72,9%) e 1.744 morti (45,2%). Sempre nel 2011 sulle strade extraurbane si sono verificati 37.608 incidenti pari al 18,3% del totale, che hanno causato 60.503 feriti e 1.778 morti, rispettivamente il 20,7% e il 46,1%. Sulle autostrade si sono verificati 11.007 incidenti pari al 5,4% del totale, con 18.515 feriti (6,3%) e 338 morti (8,8%).
Ieri, la Fondazione Ania ha presentato la nuova campagna di comunicazione per la sicurezza stradale, quest’anno realizzata da Oliviero Toscani (nella foto). “Le strade italiane sono fra le più pericolose d’Europa e gli incidenti stradali nel nostro Paese continuano a rappresentare un’emergenza sociale – ha dichiarato il presidente di Ania, Aldo Minucci -. Con questa nuova campagna vogliamo far capire che, sulla strada, una guida irresponsabile può avere conseguenze drammatiche”.
“Pensaci”. è l’invito della campagna, che induce ad una riflessione profonda su come determinate condotte di guida possano causare dolori a se stessi e agli altri. Per trasmettere in maniera forte questo messaggio occorreva trovare un nuovo linguaggio di comunicazione che colpisse le coscienze, per rimanere poi impresso nella mente.

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