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Messina – Aeroporto: Comune e Provincia investono, ma in un’altra regione

Giuseppe DAngelo

Messina – Aeroporto: Comune e Provincia investono, ma in un’altra regione

mercoledì 28 Ottobre 2009 - 00:00

Anziché puntare su uno scalo nel proprio territorio, gli enti guardano alla struttura reggina. Da Messina l’interesse ad acquisire quote della Sogas, mentre la Calabria si ritira

MESSINA – Non è mai troppo tardi: il motto ben si addice al proponimento delle due principali amministrazioni messinesi di sostenere il potenziamento dell’aeroporto di Reggio Calabria affinché, come afferma il sindaco di Messina (intervista a still.it),esso “sia realmente dello Stretto e, quindi, appartenga anche alla comunità messinese, la quale conta moltissimo sullo scalo per i suoi progetti di sviluppo”.
Ottima pensata ma non nuova né originale: da oltre 63 anni, da quando, cioè, il 10 aprile 1947 con il primo volo commerciale il ruolo dello scalo reggino da militare divenne civile, una moltitudine di iniziative, energie, risorse si è rivolta a renderla concreta, sostenuta, in particolare, dagli studiosi messinesi convinti,. come eravamo e siamo, che ciò avrebbe rappresentato un riferimento importante per l’auspicata conurbazione.
Non solo non si è conseguito alcun miglioramento ma, al contrario la situazione è notevolmente peggiorata e oggi lo scalo è raggiungibile solo con mezzi propri.
Conseguentemente la stragrande maggioranza dell’utenza messinese utilizza l’aeroporto di Catania; ciò con l’imponente affermazione di Lamezia Terme concorre a porre lo scalo reggino in stato di agonia, come si legge nel sito (non ufficiale) aeroportoreggiocalabria.it.
“Paradossalmente, si legge nello stesso sito-chi potrebbe davvero salvare la Sogas e l’Aeroporto è Messina, che si sta dimostrando sempre più interessata ad acquisire quote della Sogas”; in atri termini, Provincia e Comune, ambedue sull’orlo del dissesto, dovrebbero assumere il ruolo della Regione Calabria che, ritenendo impercorribile l’ipotesi di un rilancio, intende dismettere la sua partecipazione, rifiutando di ricapitalizzare una società la cui esposizione, dopo la perdita di 800 mila euro nel bilancio 2008, si aggira sui 20 milioni.
Ma è ancor più paradossale che a fronte di una prospettiva impercorribile e velleitaria, sia stato abbandonato il progetto dell’aeroporto del Mela per cui è stata operata scelta del sito, verificata fattibilità tecnica e sostenibilità economica, incluso in strumenti urbanistici giuridicamente vincolanti.
Cosa dire? Vi è solo da piangere sul triste destino di una città condannata dal fronte del no, sempre trionfante, a persistere nell’immobilismo.

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