Quale energia più sostenibile? È proprio quella “risparmiata” - QdS

Quale energia più sostenibile? È proprio quella “risparmiata”

Bartolomeo Buscema

Quale energia più sostenibile? È proprio quella “risparmiata”

venerdì 26 Agosto 2011 - 00:00

Previste misure di miglioramento per il settore terziario, ma anche nel mondo dei trasporti. Efficienza energetica prevista nella bozza del Piano Azione Nazionale

C’è una fonte virtuale di energia che è copiosa nel nostro Paese: il risparmio energetico o se si preferisce l’efficienza energetica. Un’unità di energia risparmiata si traduce in un minore esborso di quattrini per comprare all’estero petrolio e gas. Ma che cosa sta facendo la nostra Nazione sul versante dell’efficienza energetica che tanto sta a cuore all’Europa? Per ora abbiamo solo la bozza del secondo Piano di Azione Nazionale per l’Efficienza Energetica (PAEE 2011) che qui brevemente cercheremo di tratteggiarne gli aspetti principali.
I piani nazionali di efficienza energetica sono contemplati dalla Direttiva Europea 2006/32/CE,la quale prevede che gli Stati membri intraprendano azioni per raggiungimento di specifici obiettivi di riduzione dell’energia consumata tramite misure di miglioramento dell’efficienza energetica. Il PAEE 2011 che è la continuazione del precedente Piano del 2007, traccia le indicazioni per l’incremento dell’efficienza energetica sulla base dei risultati ottenuti nei diversi comparti economici comprendenti il residenziale, terziario, industriale e quello dei trasporti. Ricordiamo che il precedente PAEE del 2007 ha raggiunto gli obiettivi attesi, conseguendo un risparmio annuale che corrisponde al 9,6% dell’ammontare medio annuo del “consumo nazionale di riferimento”. Un risparmio che in termini assoluti equivale a una riduzione di energia totale consumata di 32.334 GWh l’anno.
Il nuovo Piano d’Azione Italiano per l’Efficienza Energetica 2011 sarà articolato come il precedente con l’aggiunta di modifiche che si riferiscono all’ottimizzazione delle misure di efficienza energetica, dei relativi meccanismi d’incentivazione e, in qualche caso, alla revisione di alcune metodologie di calcolo. Anche per il nuovo Piano, l’obiettivo generale di risparmio al 2016 sarà mantenuto al 9,6%: un obiettivo intermedio che dovrebbe preludere, con l’introduzione di nuove misure aggiuntive, al raggiungimento nel 2020 dell’obiettivo europeo di riduzione della domanda di energia primaria del 20%. Più in dettaglio, il Piano spinge verso una nuova edilizia residenziale ad alta efficienza energetica sia per edifici di futura costruzione sia per quelli esistenti, in accordo alle prescrizioni del D.Lgs. 192/2005 e dei successivi e collegati decreti.
Nel settore terziario sono previste misure di miglioramento dell’efficienza energetica nel condizionamento estivo e nell’illuminazione degli ambienti interni. Per quanto riguarda il comparto industriale, il PAEE 2011 promuove il recupero termico nei processi produttivi; la cogenerazione e la refrigerazione ad alto rendimento, la sostituzione delle caldaie tradizionali con quelle che utilizzano i cascami termici, l’efficienza nell’illuminazione e nei motori elettrici.
Nel settore dei trasporti, invece, il Piano mira ad una riduzione dei consumi finali di energia di circa 11 Mtep al 2016, da conseguire principalmente con misure sulla mobilità dei passeggeri su gomma: introduzione di limiti di eco consumo per le autovetture nuove e l’obbligatorietà di pneumatici a bassa resistenza di rotolamento. Infine, il PAEE 2011 prevede l’istituzione di un Osservatorio che avrà l’obiettivo principale di monitorare i risultati di efficienza ed efficacia raggiunti a livello territoriale per eventuali azioni correttive da attuarsi all’interno di un quadro che prevede la collaborazione tra istituzioni, enti pubblici e privati.

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