Assegno unico 2023: aumenti in base a reddito e numero di figli

Assegno unico, scattano gli aumenti da febbraio: fino a 100 euro per ogni figlio

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Assegno unico, scattano gli aumenti da febbraio: fino a 100 euro per ogni figlio

Marco Panasia  |
martedì 03 Gennaio 2023 - 17:50
famiglia, assegno unico

Gli aumenti potranno arrivare fino a 100 euro a figlio e sono il risultato della rivalutazione dell'assegno dovuta all'inflazione e delle modifiche previste dalla Legge di Bilancio

A partire da febbraio 2023 scatteranno gli aumenti dell’assegno unico universale, per i nuclei familiari con figli sotto il primo anno di vita, con figli disabili o molto numerosi.

Lo ha comunicato l’Inps, che erogherà, dal prossimo mese, gli importi aggiornati in conseguenza delle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2023 e dell’adeguamento all’inflazione.

Fino a 100 euro a figlio con l’assegno unico nel 2023, ecco perché

Gli aumenti potranno arrivare fino a 100 euro a figlio e sono il risultato della rivalutazione dell’assegno unico dovuta all’inflazione e delle modifiche previste dalla Legge di Bilancio, n. 197/2022, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 29 dicembre 2022.

Quando pagano l’assegno unico di febbraio?

L’Inps procederà al ricalcolo degli importi con l’assegno unico pagato a febbraio 2023. In quell’occasione verranno riconosciuti anche gli arretrati.

Di quanto aumenta l’assegno unico a febbraio 2023?

Tutti gli importi, da cosa dipende la rivalutazione

L’importo base dell’assegno unico va da un massimo di 175 euro a un minimo di 50 euro per i figli minorenni, e da 85 euro a 25 euro per i maggiorenni (entro i 21 anni di età). Per i figli maggiorenni l’importo passa da 85 a circa 91 euro per la quota massima, e da 25 a 26,80 euro per la quota minima.

Ogni anno viene aggiornato in base all’inflazione.

Per il 2023, la rivalutazione provvisoria applicata alle pensioni è stata del 7,3%, ma per l’assegno unico si attenderà il tasso definitivo che sarà comunicato a metà di gennaio. Secondo le previsioni dovrebbe essere tra il 7,5% e il 7,8%.

Nel peggiore dei casi verrà riconfermato il tasso del 7,3% l’incremento sarà di 12 euro arrivando così a un massimo di 187 euro, mentre il minimo passerà da 50 a 53,65 euro.

Aumenti previsti in legge di bilancio

La legge 197/2022 ha disposto che, da gennaio 2023, l’importo “standard” dell’assegno maggiorato del 50% per ciascun figlio di età inferiore a un anno, a prescindere dall’Isee.

La stessa maggiorazione scatta anche nei nuclei familiari con almeno tre figli, per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni, ma se l’Isee non supera i 40mila euro.

La rivalutazione per l’inflazione

Agli aumenti del ricalcolo dovuto all’inflazione, quindi, si sommano anche quelli previsti dalla legge di Bilancio 2023 che ha stabilito:

  • per tutti i figli di età inferiore a 1 anno spetta una maggiorazione del 50% della quota base;
  • per i figli successivi al secondo la maggiorazione del 50% spetta fino al compimento dei 3 anni, ma solo per chi ha un Isee inferiore a 40.000 euro;
  • la maggiorazione forfettaria di 100 euro spettante a chi ha almeno 4 figli, sale a 150 euro;
  • le maggiorazioni per figli disabili come modificate dal governo Draghi vengono rese strutturali.

Si ricorda che, ci sarà un ulteriore aumento di 50 euro al mese per le famiglie con almeno 4 figli alla maggiorazione forfettaria prevista dalla manovra.

Si allarga la platea di destinatari, ecco per chi

Si amplierà la platea di persone che potranno ricevere il bonus: la rivalutazione si applica anche sulla soglia Isee. Per avere diritto al massimo dell’importo l’Isee dovrà essere non superiore a 16.095 euro.

È stato, infine, stabilizzato l’incremento di 120 euro della maggiorazione che viene riconosciuta alle famiglie con Isee non superiore a 25mila euro che nel 2021 hanno percepito l’assegno per il nucleo familiare.

Rinnovo automatico da marzo 2023, ecco per chi

Dal primo marzo del 2023, coloro che nel corso del periodo gennaio 2022-febbraio 2023 abbiano presentato una domanda di assegno unico e universale per i figli a carico, accolta e in corso di validità, beneficeranno dell’erogazione d’ufficio della prestazione da parte dell’Inps, senza l’onere di presentare una nuova domanda.

Potranno, invece, presentare domanda coloro che non hanno mai fruito dell’Assegno Unico e quanti avevano prima del 28 febbraio 2023 trasmesso una istanza che non è stata accolta o non è più attiva.

Variazioni da comunicare all’Inps

La domanda non deve essere rinnovata quindi, ma rimane l’obbligo per tutti i beneficiari di aggiornare, entro il 28 febbraio 2023, i propri dati, segnalando eventuali variazioni e, per tutti, rinnovando la propria attestazione Isee valida per il 2023.

I beneficiari dell’Assegno unico universale dovranno inoltre comunicare eventuali variazioni delle informazioni precedentemente inserite nella domanda di Assegno unico trasmessa all’INPS prima del 28 febbraio 2023.

Vanno comunicate le seguenti variazioni:

  • la nascita di altri figli;
  • la variazione o inserimento della condizione di disabilità del figlio;
  • le variazioni della dichiarazione relativa alla frequenza scolastica per il figlio maggiorenne (18-21 anni);
  • le modifiche attinenti all’eventuale separazione dei genitori;
  • i criteri di ripartizione dell’Assegno tra i due genitori sulla base di apposito provvedimento del giudice o dell’accordo tra i genitori;
  • variazione delle condizioni che occorrono per la spettanza delle maggiorazioni previste;
  • variazioni dell’IBAN o delle modalità di pagamento prescelte dal richiedente.

Come presentare la domanda per l’assegno unico 2023

Potranno presentare una nuova domanda coloro che non hanno mai fruito dell’Assegno unico (ad esempio i nuovi genitori) e anche quanti avevano prima del 28 febbraio 2023 trasmesso una domanda che non è stata accolta o che non è più attiva.

Le domande possono essere presentate tramite: servizio online; Contact center; patronati; app INPS Mobile. Per le domande presentate entro il 30 giugno 2023, l’Assegno unico è riconosciuto a decorrere dal mese di marzo 2023.

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