Boom di imprese di guide turistiche, ma tanti abusivi - QdS

Boom di imprese di guide turistiche, ma tanti abusivi

Michele Giuliano

Boom di imprese di guide turistiche, ma tanti abusivi

giovedì 05 Settembre 2019 - 04:00
Boom di imprese di guide turistiche, ma tanti abusivi

Negli ultimi 5 anni +34% di agenzie di accompagnatori ma la media nazionale ha sfondato il muro del 40%. Report della Camera di Commercio di Milano: la Lombardia evidenzia una forte crescita di professionisti che si sono trasformati in imprenditori: +14% nell’ultimo anno e addirittura +100% negli ultimi 5. La Sicilia è nettamente più indietro: +8,6 nell’ultimo anno e +34,1 nel quinquennio. Exploit a Ragusa e crollo a Trapani

PALERMO – Attività di impresa in crescita in Sicilia nell’ambito di guide e accompagnatori turistici. Quasi in linea con il trend nazionale, anche nell’Isola i numeri fanno segnare il “più” in termini proprio di aumento di questo tipo di realtà.

Una crescita che però è inferiore rispetto alla media nazionale, se poi si aggiunge che la Sicilia è sulla carta una delle regioni più turistiche, allora questo fa capire che i numeri, al di là della loro fredda lettura, devono anche essere interpretati. Dunque ottimismo cauto rispetto al report di questi giorni pubblicato dalla Camera di Commercio di Milano che offre uno spaccato della realtà che come sempre fa vedere alcune regioni del Nord con una marcia in più.

Inesorabile spunta la Lombardia che evidenzia una delle più massicce crescite delle guide turistiche professioniste che si trasformano in imprenditori: +14% nell’ultimo anno e addirittura +100% negli ultimi 5. La Sicilia è nettamente più indietro: +8,6 nell’ultimo anno e +34,1 nel quinquennio mentre la media nazionale è attestata rispettivamente all’8,8 e al 41,1.

Nell’Isola gli addetti in questo settore sono in tutto 114, la maggior parte dei quali concentrati tra Palermo, Messina, Catania e Siracusa. La crescita più significativa in provincia di Ragusa, passata dalle 3 agenzie del 2014 alle 7 del 2019 con un +133%. In controtendenza la provincia di Trapani, l’unica con il segno negativo della Sicilia: -50% per effetto delle appena 4 attività di oggi contro le 8 del 2014.

Comunque, la guida turistica, per legge una professione regolamentata cui si accede attraverso un esame pubblico, tende oggi nel nuovo scenario turistico del territorio ad evolversi in impresa, per iniziativa dei singoli operatori. Nello scenario nazionale le province dove l’organizzazione di visite guidate si configura sempre più come attività d’impresa sono Roma (137 localizzazioni, +14% in cinque anni con 166 addetti), Napoli (80 imprese con 110 addetti) e Firenze (73, +161% in cinque anni con 148 addetti), seguite da Sassari (42 imprese, +36% con 68 addetti), Venezia (35, +75% con 125 addetti) e Palermo (33, +38% con 23 addetti).

Milano ha 24 attività, +20% in un anno e +100% in cinque anni con 33 addetti. “Guida turistica non ci si improvvisa – afferma Valeria Gerli, componente della giunta della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi e presidente di Confguide Gitec (Guide Italiane Turismo e Cultura) -. Si tratta di una professione regolamentata dallo Stato, soggetta ad abilitazione attraverso un concorso pubblico. In questo quadro normativo, le visite guidate sono l’attività specifica e pertinente solo alle guide turistiche. Una professione che richiede forte impegno di tempo, energie e passione, accompagnato da un costante aggiornamento dei contenuti e delle competenze culturali tradizionali e nuove, quali il tema enogastronomico”.

Secondo l’analisi della Camera di commercio milanese vi sono anche dei fattori negativi a cominciare dalla forte crescita dei visitatori e della domanda che, insieme a persistenti incertezze normative, aprono spazio ad un numero sempre più alto di abusivi, improvvisatori, approfittatori che alterano il mercato e sviliscono l’esperienza di visita e quindi il territorio italiano. “Non solo visitatori singoli si affidano spesso incautamente in loco a guide abusive – aggiunge Gerli – ma interi gruppi di turisti organizzati visitano l’Italia senza entrare nel nostro circuito di accoglienza, a partire dalla guida, ma non solo”.

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