Fusione Sidra-Rete Gas: si parte, ma pronti a "deflagrare" i nodi acqua e rifiuti - QdS

Fusione Sidra-Rete Gas: si parte, ma pronti a “deflagrare” i nodi acqua e rifiuti

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Fusione Sidra-Rete Gas: si parte, ma pronti a “deflagrare” i nodi acqua e rifiuti

Giuseppe Bonaccorsi  |
sabato 12 Marzo 2022 - 19:06

Avviato il processo per la nascita di una unica società. Il sindaco Bonaccorsi soddisfatto: "Si procedere nel risanamento. Ora la Holding per i servizi unici". Esplodono intanto i problemi dei costi

La Sidra e Catania rete gas alcuni giorni fa hanno tenuto le rispettive assemblee straordinarie  dei soci per approvare il progetto di fusione. Adesso i tempi per la definitiva nascita  di una  unica società dall’accorpamento delle due Partecipate  del Comune di Catania saranno dettati dal Codice civile. 

Dalla pubblicazione del progetto di fusione alla Camera di commercio dovranno decorrere 60 giorni  e infine si arriverà  all’atto finale davanti al notaio (una semplice presa d’atto) che sarà inviato al Consiglio comunale per l’approvazione. In questi due mesi le aziende saranno chiamate ad incontrare anche i sindacati.

Il passaggio

Si tratta di uno dei passaggi fondamentali di quel piano di risanamento approvato dopo il dissesto e voluto fortemente dal sindaco sospeso Salvo Pogliese su input e consiglio dello stesso Bonaccorsi che quando lo varò, alcuni anni fa, era vicesindaco e assessore al Bilancio, cariche che continua a mantenere anche adesso. “A questo punto – ha spiegato lo stesso Bonaccorsi – ritengo che i tempi tecnici di questa nuova fusione, dopo quella tra Amt e Sostare, possano conciliarsi con quelli di approvazione di Bilancio di Rete Gas. Orientativamente penso che potremmo arrivare alla definitiva fusione a ridosso dell’estate”.

Il sindaco pro tempore ha aggiunto che il risanamento delle società non prevede soltanto un risparmio per le case comunali, ma anche la possibilità di offrire all’utenza servizi più idonei a prezzi competitivi. “E’ lo stesso procedimento che ha caratterizzato la genesi dell’Amts (nata dall’accorpamento di Sostare e Amt). la settimana prossima terremo una conferenza stampa in cui presenteremo un abbonamento a venti euro l’anno per i nostri cittadini che se stipulato, permetterà di utilizzare i parcheggi scambiatori e anche le linee Fce. L’idea di avere un soggetto che si occupa di mobilità e uno che si occupa di servizi pubblici serve per efficientare il servizio”.

“Ma non ci fermeremo qui – aggiunge ancora Bonaccorsi-. Una volta chiusa la fusione Sidra-Gas il prossimo passaggio fondamentale sarà quello di dare vita alla holding che chiuderà il cerchio del piano di razionalizzazione  e avrà il compito di accentrare  i servizi di tutte le partecipate che oggi ancora vengono affidati all’esterno. Consentirà anche  una visione univoca dei rapporti del personale nell’ambito di un sistema di rete che è giusto che venga fatta dallo stesso soggetto”.

Bonaccorsi si è infine soffermato su altri nodi delicatissimi della vita amministrativa che rischiano di far saltare il banco. “Lunedì sarò presente nell’aula consiliare all’incontro di Sidra e Acoset con le forze politiche per lanciare un allarme molto serio sul rischio di una estate di razionamenti idrici a causa degli aumenti non sostenibili delle bollette elettriche per il servizio. Nei prossimi giorni convocheremo anche  un’altra riunione nell’aula del senato cittadini sulla questione rifiuti. Ho incontrato pochi giorni fa il vertice della Srr per gli aumenti della discarica e il rischio dei rifiuti all’estero. Qui bisogna dire chiaramente che gli oneri sono balzati alle stelle e non sono più sopportabili. Qualcuno se ne dovrà fare carico”.

L’allarme dei costi

Sia il presidente Fatuzzo che il presidente di Acoset Di Gloria e il direttore Rizzo già diverse settimane fa avevano lanciato l’allarme per i costi ormai insostenibili per l’adduzione dell’acqua, che sono passati da 4 a 12 milioni. Bonaccorsi è stato chiaro: “Chiederemo ai governi regionale e nazionale di dirci come dobbiamo andare avanti. Noi abbiamo un bilancio stabilmente riequilibrato, approvato dal ministero, che non può essere modificato.  Gli oneri che avevamo scritto nel piano erano quelli prevedibili. Ma nessuno poteva prevedere la pandemia, né la guerra. Quindi qui i governi devono dirci come dobbiamo fare e come dovranno fare i cittadini perché sarebbe assurdo che costi così fuori da ogni logica alla fine si riversino sui cittadini…La situazione diventerebbe drammatica: energia alle stelle, gas, acqua e rifiuti come l’oro. Sarà un disastro!”.

A rincarare la dose sulla “bomba a tempo idrica” è il direttore Acoset, Giuseppe Rizzo: “La politica deve prendersi  le sue responsabilità.  Ancora siamo fermi al punto di partenza, al nostro allarme per l’impossibilità a pagare bollette milionarie per l’energia elettrica. Finora non è cambiato niente perché la politica non ha ancora afferrato bene il concetto di quello che a breve potrebbe verificarsi, cioè la sospensione di un servizio essenziale tra l’altro in procinto della bella stagione quando i consumi triplicheranno. Qualcuno ha afferrato bene il concetto?”.                 

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