Il Ponte sullo stretto per lo sviluppo di tutto il Sud. L'Alta velocità in Sicilia sarebbe impossibile senza - QdS

Il Ponte sullo stretto per lo sviluppo di tutto il Sud. L’Alta velocità in Sicilia sarebbe impossibile senza

redazione

Il Ponte sullo stretto per lo sviluppo di tutto il Sud. L’Alta velocità in Sicilia sarebbe impossibile senza

venerdì 06 Marzo 2020 - 00:00
Il Ponte sullo stretto per lo sviluppo di tutto il Sud. L’Alta velocità in Sicilia sarebbe impossibile senza

L’assessore Marco Falcone: “Favorevoli senza se e senza ma”. L’isolamento è un ostacolo per l’intero Paese. Senatori e deputati siciliani sul Ponte: Trentacoste (M5s), Mulè e Varchi (FI), Navarra e Miceli (Pd). Cosa dicono i deputati dell’Assemblea regionale siciliana

di Dario Raffaele e Giovanna Naccari

L’alta velocità è ostaggio del Ponte sullo Stretto che non c’è. È qualcosa di impensabile alle condizioni attuali. Ce lo spiegava qualche settimana fa l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone intervenuto al forum del Quotidiano di Sicilia. “Nel 2025 la Catania-Palermo sarà percorsa in un’ora e 35 minuti” – ci diceva -. Gli interventi che si andranno a realizzare non porteranno però l’alta velocità. “L’alta velocità non si giustifica in spazi così ridotti (ci dovrebbero essere almeno 400/600 km di distanza da percorrere). Da Catania a Palermo ci sono 280 km. L’alta velocità a 300 km/h, quindi, non si giustifica”.

“Si potrebbe giustificare – continuava l’assessore – solo se si facesse la rete TenT, il corridoio scandinavo mediterraneo che da Helsinki arriva a La Valletta passando da tutta Italia che dovrebbe essere collegata dal Ponte sullo Stretto con la Sicilia. Questo è lo stesso motivo per cui neanche la Calabria ha l’alta velocità, per la mancanza di collegamento con la Sicilia. La mancata realizzazione del Ponte comporta un pregiudizio per la Calabria”.

La Commissione europea non ha ritenuto il Ponte sullo stretto un’opera prioritaria perché il Governo non si è fatto portavoce di questa esigenza – ci diceva l’assessore Falcone -. La Commissione europea raccoglie le istanze dei territori. Noi siamo per il Ponte senza se e senza ma. Quando un domani, come siamo convinti, il centrodestra andrà al Governo nazionale, il Ponte avrà nuovamente una sua priorità nell’agenda nazionale, per il semplice motivo che, come indicano tutte le statistiche, oggi, il gap dell’Italia nella competitività nazionale dipende anche dall’arretratezza della Sicilia, ostacolo allo sviluppo dell’intero Paese. Noi oggi rappresentiamo un freno, un peso insostenibile per il resto d’Italia”.

Intanto, mentre in Italia si continua a discutere della fattibilità, prima, e dell’opportunità poi, della realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, in Gran Bretagna il premier Boris Johnson pensa alla progettazione di un ponte – questo sì mastodontico – che dovrebbe collegare Scozia e Irlanda del Nord. Un ponte lungo 45 km per il quale sono già stati chiesti gli studi (costo previsto 50 miliardi).

Anche il capogruppo alla Camera dei deputati di Forza Italia, Mariastella Gelmini, in occasione di una sua recente visita a Messina, rilanciava l’idea del Ponte. “Credo che grazie anche alla vittoria di Jole Santelli in Calabria, quello del Ponte sullo Stretto possa essere un tema da riprendere, anche perché è assurdo pagare delle penali per una mancata realizzazione”.

Come scritto nell’inchiesta pubblicata su queste pagine il 31 gennaio scorso (leggi qui), il Ponte potrebbe essere realizzato con i fondi Ue se solo venisse inserito dalla Commissione europea tra le Grandi opere per la Programmazione 2021-2027. A quest’uopo sarebbe auspicabile la cooperazione tra Regione Siciliana e Regione Calabria che, insieme al Governo centrale, dovrebbero fare pressioni sull’Ue e sulla Commissione europea per dimostrare l’utilità dell’infrastruttura e il suo necessario inserimento tra le priorità per la realizzazione del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo.

Sulla realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina abbiamo raccolto i pareri di alcuni parlamentari siciliani eletti al Senato, alla Camera dei deputati, al Parlamento europeo e all’Ars. Ecco quello che ci hanno detto.

Europarlamento
Francesca Donato (Lega), Utile anche per l’ambiente

Favorevole al Ponte l’europarlamentare Francesca Donato (Lega): “Assolutamente sì, perché la Sicilia ha bisogno di infrastrutture adeguate all’epoca in cui viviamo e capaci di rendere le aziende del territorio più competitive sul mercato nazionale ed europeo. Il Ponte consentirebbe finalmente ai siciliani di avere un collegamento con il resto della Penisola tramite l’alta velocità, impossibile altrimenti. Peraltro, ciò ridurrebbe significativamente le emissioni di CO2 – obiettivo del Green Deal europeo – oggi prodotte dal trasporto aereo e marittimo, unici mezzi di comunicazione per arrivare o partire dall’isola. Inoltre, il Ponte aprirebbe reti commerciali e turistiche oggi assenti verso le altre regioni del sud “. (Gi.Na)

Senatori e deputati siciliani sul Ponte: Trentacoste (M5s), Mulè (FI), Varchi (FdI), Navarra e Miceli (Pd)

Dice il senatore Fabrizio Trentacoste (M5s): “Il Ponte sarebbe un’opera inutile, considerata la situazione della viabilità dell’Isola e il fatto che rimarrebbe chiuso per circa 100 giorni l’anno a causa dei venti dello Stretto”.

Favorevoli gli azzurri, come spiega Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi di Forza Italia alla Camera dei deputati e al Senato: “Il Ponte sullo stretto di Messina non è quel mostro di spreco e corruzione che i sacerdoti del benaltrismo e della decrescita infelice vorrebbero spacciare come verità assoluta. Di assoluta c’è la sola necessità per il nostro Paese e per l’Europa di un’opera strategica indispensabile che consentirebbe di colmare un gap divenuto ormai intollerabile per chi non si rassegna alla commemorazione dei bei tempi andati ma vive ed è impegnato a costruire il futuro. Il Ponte sullo stretto di Messina è utile, necessario, conveniente e realizzabile”.

Sì al Ponte per il deputato messinese Pietro Navarra (Pd): “Sono a favore del Ponte sullo stretto di Messina perché la Sicilia è una vera e propria piattaforma logistica naturale al centro del Mediterraneo che ha bisogno di infrastrutture portuali e aeroportuali, di una rete ferroviaria moderna e super veloce, di strade e di ponti. Se si comprende l’enorme valore strategico che la Sicilia può giocare per l’Italia e per l’Europa per i flussi civili e commerciali nel Mediterraneo, il Ponte è un’opera necessaria”.

Per il parlamentare Carmelo Miceli (Pd) “il Ponte sullo stretto di Messina rientra in un progetto a lunghissimo termine. Sarebbe un completamento di una connettività dell’Isola al resto dell’Italia – sostiene – ma rispetto a questa grande opera, la priorità in Sicilia va data ad interventi sulla viabilità secondaria e alle autostrade che sono vetuste e logore. E poi spazio al Ponte”.

All’Ars c’è un ordine del giorno che impegna il governo Musumeci a rilanciare la costruzione del Ponte. A ricordarlo è la deputata Carolina Varchi (Fratelli d’Italia): “Fratelli d’Italia da sempre è a favorevole al Ponte. Il Nord e il Sud devono essere collegati in modo omogeneo. Non è possibile parlare di Torino-Lione e dimenticarsi della Sicilia che deve poter puntare sullo sviluppo economico e del territorio in chiave turistica con una infrastruttura ormai indifferibile. Il nostro gruppo all’Ars ha presentato un ordine del giorno che impegna la Giunta a farsi portavoce di un dialogo con le governance delle Regioni del Mezzogiorno e il Governo centrale al fine di sostenere la possibilità di investire nella realizzazione del Ponte e nelle infrastrutture ad esso collegate, 20 miliardi di euro di fondi strutturali che diversamente andrebbero persi”.

Alessandro Pagano (Lega) è “favorevole al Ponte. Quando si riuscirà a realizzarlo – spiega – in Sicilia partiranno non soltanto i sevizi essenziali in un contesto da globalizzazione, ma addirittura una serie infinita di opere infrastrutturali tutte richiamate dal ponte. Solo una volontà fortissima di un governo che capisce che con il ponte ci sarà il rilancio del Mezzogiorno e dell’Italia intera può volere questo. Oggi invece gli investimenti al Sud sono pari allo 0,15%, quando 20 anni fa erano allo 0,85%, mentre al Nord continuano ad essere costanti”. (Gi.Na)

Cosa dicono i deputati dell’Assemblea regionale siciliana

Parere positivo al ponte per Giuseppe Galluzzo, deputato messinese di DiventeràBellissima all’Ars: “Il Ponte sullo Stretto sarebbe un’opera fondamentale per il trasporto delle persone e ancor di più delle merci. La possibilità di dare continuità alla linea ferroviaria tra Sicilia e resto d’Italia, e quindi d’Europa, determinerebbe un drastico abbattimento dei costi e un notevole risparmio di tempo, con ricadute estremamente positive sul nostro tessuto economico e produttivo. L’Intergruppo ‘Continuità Territoriale e sviluppo per infrastrutture e Ponte sullo stretto’ che presiedo all’Ars ha proprio l’obiettivo di evidenziare come le grandi infrastrutture siano fondamentali per lo sviluppo della nostra Sicilia”.

Contrari al Ponte i pentastellati. Giorgio Pasqua, capogruppo M5s all’Ars, dichiara: “La nostra posizione è quella del Movimento 5 Stelle a livello nazionale. Abbiamo un’infinità di opere pubbliche da fare in Sicilia ed in Calabria prima di pensare al Ponte. Una spesa abnorme per una sola opera che permetterebbe ai camion di risparmiare 15 minuti di tempo su tragitti di 12 ore, mentre gli stessi camion perdono ore ed ore per attraversare la rete viaria siciliana dissestata”.

Sì al Ponte per Antonio Catalfamo, nato a Milazzo in provincia di Messina e capogruppo della Lega all’Ars: “Siamo favorevoli al Ponte sullo Stretto – afferma – purché sia inquadrato in una progettualità complessiva che comprenda le opere complementari e sia inserito in un quadro organico di interventi per i territori coinvolti da un’opera infrastrutturale così imponente”.

Giovanna Naccari

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