Guerra Ucraina, nuova lettera spia russa, "Terza guerra mondiale iniziata per Mosca" - QdS

Guerra Ucraina, nuova lettera spia russa, “Terza guerra mondiale iniziata per Mosca”

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Guerra Ucraina, nuova lettera spia russa, “Terza guerra mondiale iniziata per Mosca”

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martedì 15 Marzo 2022 - 14:45

Un'altra lettera inviata dalla spia russa. Per Mosca la Terza guerra mondiale sarebbe già iniziata e breve Putin passerebbe ad attaccare la Nato. La tabella di marcia prevista e le richieste alla Cina

Per Mosca “la Terza guerra mondiale è iniziata” e il Cremlino si preparerebbe a lanciare attacchi missilistici contro alcuni Paesi vicini, anche se membri della Nato, come la Polonia e le repubbliche baltiche, se l’Occidente non dovesse cancellare le pesanti sanzioni imposte contro la Russia e accettare l’invasione dell’Ucraina.

Le previsioni della spia russa

E’ lo scenario apertamente ‘apocalittico’ che emerge da una nuova lettera scritta da una presunta talpa dell’Fsb, il Servizio federale per la sicurezza della Federazione russa, in cui si delineano i passi che il Cremlino sarebbe pronto a compiere davanti alle difficoltà dell’operazione ucraina e al vasto supporto fornito a Kiev.

La lettera, ultima di una serie di informazioni dall’interno dei servizi di intelligence (sotto pressione del Cremlino che li accusa di avere fornito report sbagliati in vista dell’invasione), non è verificabile: a riportarla è – come le precedenti – Vladimir Osechkin, attivista dei diritti umani in esilio. Intanto ieri si è tenuto il vertice Usa-Cina a Roma e, nel frattempo, i caccia cinesi hanno fanno incursione in Taiwan violando la normativa.

Quando arriveranno le minacce dirette di Putin

Nel lungo documento inviato dalla spia russa si anticipa la possibilità che le minacce dirette possano arrivare nel corso di una conferenza stampa del generale Igor Yevgenyevich Konashenkov, il portavoce capo del Ministero della Difesa russo e ‘volto’ delle forze armate, in queste settimane. Nell’incontro l’alto ufficiale spiegherebbe che “l’Europa e in generale tutto l’Occidente hanno dichiarato guerra alla Russia” con la loro reazione e il loro supporto, anche logistico e militare, a Kiev.

Seguirebbe un discorso di Putin – come quello che ha preceduto l’annuncio dell’invasione – in cui il presidente russo spiegherebbe come oggi la guerra non si combatta solo sul campo, ma anche con gli attacchi informatici e le sanzioni. Quindi Putin chiederebbe formalmente all’Occidente di eliminare le misure contro Mosca mentre la Nato dovrebbe assicurare di non espandersi ulteriormente, con l’adesione dell’Ucraina. Putin chiederebbe a questo punto il sostegno di paesi amici – secondo l’autore della lettera – come Serbia, Ungheria e Cina, che chiederebbero all’Occidente di “accettare immediatamente le giuste richieste della Russia per non spingere il mondo in una nuova guerra”.

L’attacco a Polonia e Repubbliche Baltiche e la minaccia del nucleare

A questo punto le due opzioni disegnate sarebbero una capitolazione più o meno esplicita dell’Occidente, magari “con la firma di un nuovo trattato internazionale di valore globale”, oppure il rifiuto di accettare il diktat. E in questo caso – spiega la presunta fonte dei servizi – “gli obiettivi militari designati” sarebbero appunto la Polonia e le Repubbliche Baltiche, magari indicando in anticipo ‘target limitati’ per il lancio di missili cosi’ da evitare perdite fra i civili. Il tutto mettendo in moto l’arsenale nucleare russo, così da aggiungere una dimensione ancora più preoccupante alla minaccia di Mosca.

La tabella di marcia precisa

A differenza delle lettere precedenti qui non si disegna un quadro delle divisioni all’interno dei diversi servizi russi, ma si traccia una tabella di marcia piuttosto precisa cronologicamente che sembra comunque – se ispirata a informazioni affidabili – evidenziare lo stato di estrema tensione al Cremlino, dove Putin e la sua cerchia – pur di non ammettere il fallimento della propria strategia – sarebbero pronti alla provocazione estrema, contando esclusivamente sulla ritrosia dell’Occidente a farsi coinvolgere ulteriormente nella crisi aperta dall’invasione di Kiev.

L’Italia si prepara per le “evoluzioni sullo scacchiere internazionale”

A quanto apprende l’Adnkronos con una lettera inviata ai comandi di vertice, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha emanato nuove indicazioni su personale, addestramento, impiego e sistemi d’arma in vista delle “evoluzioni sullo scacchiere internazionale”, “a seguito dei noti eventi” e “con effetto immediato”.

Nella lettera a firma del generale di brigata Bruno Pisciotta, si chiede di porre particolare attenzione nel valutare le domande di “congedo anticipato”, “in quanto in un momento caratterizzato dall’intensificarsi delle tensioni geopolitiche, deve essere effettuato ogni possibile sforzo affinché le capacità pregiate possano essere disponibili”.

Le richieste della Russia alla Cina: dai pasti militari alle radiazioni K

Non solo assistenza militare, ed economica. Non solo droni. Anche razioni K. Secondo la Cnn, che cita fonti bene informate, la Russia – impegnata nella guerra in Ucraina – ha chiesto alla Cina anche prodotti pronti da mangiare, il ‘tipico’ pasto militare in guerra. Una richiesta – ben lontana da forniture di equipaggiamento letali – che, stando una fonte, la Cina potrebbe accogliere mentre dal fronte della guerra – giunta al 20esimo giorno – si moltiplicano le notizie di soldati russi di fatto alla disperata ricerca di cibo, avendo esaurito le scorte evidentemente insufficienti fornite loro.

La Russia avrebbe chiesto inoltre alla Cina assistenza sia militare che finanziaria durante il conflitto, scrive la Cnn. Secondo quanto riferito alla Cnn da un funzionario occidentale e un diplomatico statunitense, gli Stati Uniti avrebbero peraltro informazioni su una certa disponibilità da parte di Pechino a fornire alla Russia l’assistenza militare e finanziaria richiesta e stanno trasmettendo queste informazioni agli alleati della Nato.

Durante un intenso incontro di sette ore a Roma, uno dei principali collaboratori del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, ha avvertito la controparte cinese delle “potenziali implicazioni e conseguenze” per la Cina se il sostegno alla Russia dovesse essere imminente, ha affermato un alto funzionario dell’amministrazione.

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