Messina, marcia indietro De Luca, niente “coprifuoco” - QdS

Messina, marcia indietro De Luca, niente “coprifuoco”

Lina Bruno

Messina, marcia indietro De Luca, niente “coprifuoco”

sabato 14 Marzo 2020 - 00:01
Messina, marcia indietro De Luca, niente “coprifuoco”

I chiarimenti avuti con la Prefettura hanno spino il primo cittadino a rivedere le proprie decisioni. Oltre a quella sanitaria, preoccupa anche la crisi economica di numerose attività

MESSINA – Dallo slancio in avanti con previsioni di iniziative da “coprifuoco” all’arretramento dopo la posizione assunta del prefetto Maria Carmela Librizzi.

Nella settimana di emergenza da Coronavirus a Messina, a tenere banco è stato il sindaco Cateno De Luca. Lunedì ha attivato il Coc, Centro operativo comunale con un numero per le varie necessità di chi è in quarantena e una mail per l’autodenuncia di chi rientra in città.

Martedì l’impegno del sindaco era concentrato sul rispetto del decreto restrittivo emanato dal premier Giuseppe Conte il 9 marzo e le prime dirette su Facebook in cui prometteva controlli massicci con ronde notturne da lui dirette con una squadra di vigili urbani. In quell’occasione si preannunciava però anche un’ordinanza restrittiva con chiusura di ogni attività. Una posizione rafforzata dopo il Dpcm dell’11 marzo, che De Luca ha definito “acqua fresca” confermando l’intenzione di emanare una propria ordinanza.

Una situazione che ha dato vita inevitabilmente a qualche perplessità tra i cittadini e a una serie di prese di posizione contrarie al sindaco: da MessinAccomuna a Cmdb, dal M5s a esponenti del Pd fino al mondo sindacale. “In queste ore drammatiche – hanno sottolineato Giovanni Mastroeni, Antonino Alibrandi e Ivan Tripodi, segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Messina – reputiamo necessario il pieno rispetto del Dpcm dell’11 marzo 2020, poiché qualsiasi ulteriore atto amministrativo locale, oltre che inefficace dal punto di vista giuridico, rischia soltanto di creare confusione”.

La successiva nota del ministero degli Interni e l’intervento del prefetto Maria Carmela Librizzi – che ha parlato di “misure da ritenersi in contrasto con i provvedimenti di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 adottate a livello statale” – hanno fatto chiarezza e frenato lo slancio del sindaco. Non senza qualche disappunto, De Luca ha ricordato che la sua ordinanza era antecedente il decreto del Presidente del Consiglio e i toni del primo cittadino si sono man mano ridimensionati, tanto che in un messaggio video ha ribadito la collaborazione con la Prefettura e sottolineato di avere avuto un chiarimento con la rappresentante del Governo. “Ci sono tutta una serie di osservazioni che abbiamo fatto al Dpcm – ha detto De Luca – che stiamo trasmettendo alla Presidenza del Consiglio e al ministero della Sanità. Stiamo anche valutando un serie di provvedimenti da mettere in atto”.

De Luca ha invitato ancora una volta tutti a stare a casa e gli imprenditori a fermare le proprie attività, plaudendo a quei commercianti che, pur essendo tra quelli che possono continuare a lavorare, hanno deciso di chiudere.

Il tutto, però, ha delle inevitabili e drammatiche conseguenze sul piano economico. A Messina, come da altre parti, si sta registrando un crollo di numerosi i settori. I pubblici esercizi e le attività del commercio sviluppano lavoro per almeno 16 mila persone in città e per altre 32 mila per il resto del comprensorio metropolitano. Si contano in totale 7.500 aziende a Messina e 14.000 in provincia. Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e Cna di Messina, dopo i tavoli di confronto con il sindaco Cateno De Luca e l’intera Giunta, hanno chiesto misure urgenti da adottare per sostenere le imprese. I sindacati degli edili – Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil – hanno raccontato le difficoltà del settore nel proseguire le attività con i giusti vincoli imposti dai Dpcm. È stato chiesto quindi un fermo dei lavori nei cantieri ma con “concrete garanzie a tutela e sostegno dei lavoratori da parte di tutte le istituzioni coinvolte”.

I segretari generali territoriali della Filcams Francesco Lucchesi e della Uiltucs Francesco Rubino hanno chiesto il rispetto delle misure per il contenimento del contagio per la sicurezza dei lavoratori in questo momento particolarmente esposti: gli addetti della grande distribuzione alimentare, gli impiegati nel settore della vigilanza e delle pulizie. “Abbiamo sollecitato tutte le aziende – hanno affermato – a garantire i dispositivi di protezione e di prevenzione necessari oltre che di mettere in campo un organizzazione che rispetti le misure e garantisca lavoratore e utenza”.

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