Anci, “Infrastrutture precarie, condanna al sottosviluppo” - QdS

Anci, “Infrastrutture precarie, condanna al sottosviluppo”

Raffaella Pessina

Anci, “Infrastrutture precarie, condanna al sottosviluppo”

venerdì 24 Gennaio 2020 - 00:00

Il presidente Orlando e il segretario Alvano al fianco dei sindaci nella marcia di domani ad Agrigento. “Negato il diritto alla mobilità, serve un’azione straordinaria” dei governi nazionale e regionale

PALERMO – La Sicilia si mobilita per chiedere interventi urgenti per far fronte al “disastro” infrastrutture dell’Isola. Dopo il botta e risposta tra i vertici Anas e il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, e dopo le audizioni svoltesi in commissione Territorio e ambiente all’Assemblea regionale siciliana, ora la richiesta di una efficace manutenzione delle autostrade e delle altre infrastrutture viene anche dai sindaci e dall’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni d’Italia.

“Le condizioni di estrema precarietà in cui versano i collegamenti ferroviari, le infrastrutture viarie e le arterie stradali in tutta la Sicilia – il presidente e il segretario generale di AnciSicilia Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano hanno detto in una nota rischiano di condannare i nostri territori ad uno stato di sottosviluppo irreversibile, marcandone la marginalità. È necessario reclamare la massima attenzione su criticità, più volte denunciate, che compromettono notevolmente la mobilità delle popolazioni e le possibilità di crescita economica della nostra Isola”.

Orlando e Alvano hanno annunciato il sostegno dell’Anci alla marcia organizzata dai sindaci in programma per sabato 25 gennaio ad Agrigento. “È necessario che su tali temi non solo il governo regionale continui a manifestare la massima attenzione, ma anche che governo nazionale, Anas e Ferrovie dello Stato mettano in campo un’azione straordinaria attraverso l’impiego delle cospicue risorse finanziarie già previste per le infrastrutture e sulla base di una precisa road map che definisca con precisione tempi e priorità”. L’AnciSicilia chiede anche “un preciso impegno per garantire una maggiore efficienza della viabilità secondaria, con particolare riferimento alle strade provinciali.

“Non è più possibile – sottolineano i vertici siciliani di AnciSicilia – che il diritto alla mobilità sia, nei fatti, impedito da collegamenti pericolosi vetusti e fatiscenti”. Nel corso dell’audizione a Palazzo dei Normanni il Responsabile della Struttura Territoriale Anas Sicilia, Valerio Mele, ha elencato tutti gli interventi previsti sul territorio siciliano, dalla realizzazione della statale 640 chiamata “strada degli scrittori”, alla ripresa dei lavori sull’autostrada Palermo-Catania e sulla Palermo-Agrigento, i cui lavori si erano fermati per le difficoltà finanziarie del Contraente Generale Cmc. Mele ha specificato che per l’autostrada che collega Palermo con Catania è prevista una spesa di 850 milioni di euro. “Questo ingente investimento, finalizzato alla completa riqualificazione dell’autostrada che per prima fu costruita in Sicilia, prossima al compimento del mezzo secolo di vita, ha detto Mele – prevede il risanamento strutturale di viadotti e gallerie, il rifacimento del piano viabile, l’installazione di nuove barriere di sicurezza laterali, la riqualificazione e implementazione degli impianti tecnologici e di illuminazione con tecnologia a Led”.

In merito allo stato generale dei viadotti di competenza Anas, Mele ha spiegato che Anas svolge un’attività capillare di monitoraggio di tutti i ponti e viadotti della propria rete, che in Sicilia sono più di 1600, secondo procedure standardizzate di controllo, nell’ambito del Bridge Management System adottato da Anas. Su alcune opere, che richiedono un’osservazione particolare, sono già installati apparecchi sofisticati di monitoraggio da remoto, in aggiunta alle ispezioni periodiche. Ma per i sindaci bisogna stringere i tempi, perché si è accumulato troppo ritardo sulla realizzazione delle necessarie infrastrutture e sulla manutenzione di quelle esistenti e si ritroveranno insieme domani ad Agrigento per far sentire la propria voce.

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