Ricerca e sviluppo, il Covid frena gli investimenti - QdS

Ricerca e sviluppo, il Covid frena gli investimenti

Rosario Battiato

Ricerca e sviluppo, il Covid frena gli investimenti

mercoledì 23 Settembre 2020 - 00:00
Ricerca e sviluppo, il Covid frena gli investimenti

Istat: nel 2020 la spesa delle imprese è diminuita del 4,7%, in aumento solo quella delle istituzioni pubbliche. Nel 2018 l’Isola è risultata tra le ultime sei regioni d’Italia, con un dato inferiore all’1% del suo Prodotto interno lordo

PALERMO – Spesa complessiva di 25,2 miliardi nel 2018 per ricerca e sviluppo intra-muros, quindi con proprio personale e nelle proprie strutture, in Italia. Lo dice il rapporto Istat diffuso nei giorni scorsi che fa inoltre riferimento alla crescita dell’1,43% nella spesa per ricerca e sviluppo sul Pil, spingendosi di poco più avanti rispetto al dato registrato nel corso della rilevazione del 2017 (+1,37%). In crescita di quasi due punti percentuali anche la spesa delle imprese nel 2019, mentre nel 2020 risulta in negativo di 4,7%. Nella corsa delle Regioni, la Sicilia si colloca tra le ultime sei d’Italia, con un dato inferiore all’1% del suo Pil (0,83%).

IN ITALIA
Sono 15,9 i miliardi di spesa in R&S delle imprese pari al 63,1% della spesa complessiva. A trainare questo ambito è soprattutto il settore privato (imprese e non profit) che costituisce appunto la principale fonte di finanziamento (14,1 miliardi, pari al 56% della spesa complessiva). Rispetto al 2017, cresce la quota di spesa delle imprese (+7,4%), soprattutto delle pmi, delle istituzioni pubbliche (+7,1%), e anche dell’Università, sebbene in misura decisamente più contenuta (+2,6%). In contrazione la spesa delle istituzioni private non profit (-2,1%).

EFFETTO COVID
Nel 2018 la spesa complessiva in R&S intra-muros (imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni private non profit e università) ammontava a 25,2 miliardi di euro, con un’incidenza percentuale sul Pil pari all’1,43%, una crescita del 6% rispetto all’anno precedente e anche sul Pil (+0,06 punti percentuali). Anche per il 2019 i dati preliminare continuano a segnalare “un ulteriore aumento della spesa complessiva in R&S delle imprese, del settore pubblico e del non profit” mentre, com’era prevedibile, le “previsioni fornite da imprese e istituzioni per il 2020 indicano un brusco calo della spesa in R&S intra-muros”. In particolare la “diminuzione riguarda prevalentemente le imprese (-4,7% rispetto al 2019, – 2,9% rispetto al 2018), mentre cresce del 3% la spesa delle istituzioni pubbliche e rimane stabile quella delle private non profit”.

LA DISTRIBUZIONE REGIONALE
Gli ultimi dati consolidati si riferiscono al 2018 e collocano la Sicilia negli ultimi sei posti tra le Regioni italiane, con un dato pari allo 0,83% del Pil. Peggio dell’Isola solo la Sardegna, la Puglia, la Basilicata, la Calabria e la Valle d’Aosta. Dall’altra parte della graduatoria ci sono il Piemonte (2,17), l’Emilia-Romagna (2,03) e il Lazio (1,75).

GLI IMPEGNI DELL’ITALIA
L’attività di ricerca e sviluppo (R&S) rappresenta una variabile “strategica della competitività dei sistemi economici – si legge nel report –, in quanto permette di incorporare elevati contenuti di conoscenza nella produzione di beni e servizi, con impatti positivi sui risultati economici complessivi”. In questo senso, l’incidenza della spesa in R&S sul Pil è uno dei cinque indicatori decisi dalla Strategia Europa 2020 per “monitorare i progressi compiuti dai singoli Stati rispetto agli obiettivi di crescita intelligente, inclusiva e sostenibile”.

Per l’Italia un impegno importante nell’ambito di Europa 2020 che punta ad accrescere gli investimenti pubblici e privati in R&S fino a un livello del 3% del Pil.

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