Sconfiggere la povertà aprendo i cantieri - QdS

Sconfiggere la povertà aprendo i cantieri

Carlo Alberto Tregua

Sconfiggere la povertà aprendo i cantieri

venerdì 09 Settembre 2022 - 09:44

Basta sussidi agli scansafatiche

Il grido di allarme sull’aumento del numero dei poveri, anche conseguente alla pandemia, fa risvegliare le coscienze, ma è anche una strumentalizzazione che spinge ad aumentare i sussidi, le provvidenze e altre erogazioni facili e non motivate.
La verità è che la povertà si combatte creando lavoro e il lavoro cresce rapidamente anche aprendo i cantieri per la costruzione di opere pubbliche a livello nazionale, regionale e locale.
Chi deve fare aprire i cantieri in tempi europei, come non accade ora? Ovviamente la Pubblica amministrazione, la quale costituisce la prima causa dell’aumento della povertà perché al suo interno vi è una maggioranza di cittadini e cittadine che fa i propri egoistici interessi piuttosto che quelli generali della Collettività.
Al suo interno gran parte dei dirigenti frena la digitalizzazione perché essa scoprirebbe le magagne, i ritardi colpevoli, la corruzione e altri aspetti negativi del suo funzionamento.


Si fa un gran parlare del Pnrr, dei circa duecento miliardi che sono a disposizione, ma c’è il silenzio su due circostanze importanti che lo riguardano: la prima è che il denaro non viene erogato a richiesta, bensì in base a progetti redatti secondo i regolamenti europei, ad avanzamento lavori e certificazione della spesa. Tutto ciò salvo un acconto che è stato erogato fiduciariamente a Draghi, ma che difficilmente verrà replicato.

La seconda riguarda le erogazioni che, ripetiamo, sull’avanzamento lavori dei progetti, verranno effettuate a condizione tassativa che vengano approvate le riforme concordate: Giustizia, Pubblica amministrazione, Fisco, Concorrenza.
Le riforme non riguardano solo la legge quadro, ma tutti i successivi adempimenti portati dai decreti attuativi (Dlgs, ministeriali, interministeriali e altri).
Al 31 agosto, i decreti attuativi ancora in attesa di essere emessi da parte di Presidenza del Consiglio e Ministeri erano ben 392 (Governi Conte I, Conte II e Draghi).
Ora, se tali decreti attuativi non completeranno il loro iter facendo diventare operative le leggi approvate, le riforme interessate non potranno essere completate, impedendo l’erogazione delle somme.

Per esempio, la riforma della Concorrenza ha spostato al gennaio 2024 l’applicazione della direttiva Bolkestein, che obbliga gli enti a mettere in bandi pubblici la concessione dei litorali.
Salvini si è messo di traverso, ergo il prossimo Governo, se non approverà questa riforma, di fatto rinuncerà alla parte di finanziamenti relativi.
Perché aprendo i cantieri si contrasta la povertà? La risposta è nei fatti e cioé che sarebbero assunti centinaia di migliaia di persone assunte nei diversi ruoli, che quindi da disoccupate diventerebbero occupate e per ciò stesso non più povere.
E perché i cantieri non si aprono? Perché la legislazione che governa gli iter procedurali e la Pubblica amministrazione che li deve osservare, fanno di tutto per impedire anziché agevolare la conclusione delle procedure e quindi l’apertura dei cantieri.
Sembra di scrivere cose ovvie e banali, ma questa è una fotografia che tutte le persone di buonsenso possono vedere, osservando i siti di Ministeri, Assessorati regionali e comunali.


Perché la Pubblica amministrazione è il cancro del Paese? Perché è autoreferenziale. Che significa? Significa che la sua dirigenza fissa gli obiettivi da raggiungere e la stessa dirigenza controlla che li abbia raggiunti.
Il trucco è semplice: basta fissare obiettivi molto bassi ed essi saranno raggiunti e quindi i premi saranno erogati comunque.
Il rimedio c’è per evitare questo obbrobrio ed è semplice: gli obiettivi devono essere fissati da soggetti esterni alla Pubblica amministrazione e ai ministeri, con criteri tecnici e super partes. E poi, i risultati rispetto agli obiettivi dovranno essere controllati anche in questo caso da soggetti terzi e super partes che non debbono essere quelli stessi che hanno fissato gli obiettivi.
Solo agendo in questo modo la macchina della Pubblica amministrazione comincerebbe a funzionare a ritmi normali e non lentissimi come accade ora.
Basta parlare di povertà. Impegniamoci a limitarla con i fatti, non con le chiacchiere.

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