Denatalità frutto di decrescita e sfiducia - QdS

Denatalità frutto di decrescita e sfiducia

Tregua Carlo Alberto

Denatalità frutto di decrescita e sfiducia

martedì 18 Febbraio 2020 - 00:00

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha comunicato la sua preoccupazione per la denatalità nel 2019, che ha visto solo 435 mila nascite a fronte di 647 mila decessi.
Una volta le coppie facevano più figli al Sud rispetto che al Nord, ora la situazione si è invertita, la natalità al Nord è maggiore che al Sud, il che significa che dove ci sono condizioni sociali ed economiche migliori, le coppie sono più disponibili a procreare perché hanno un minimo di protezione e quindi non vedono il futuro con soverchie preoccupazioni.
Nel Sud, invece, le preoccupazioni sono tante perché manca il lavoro e quindi la prospettiva, l’insicurezza è dilagante (e dilagata), il futuro è incerto: in queste condizioni le coppie dimostrano senso di responsabilità non procreando.
Dall’analisi che precede possiamo dedurre che la denatalità è conseguenza di decrescita e sfiducia, elementi negativi che non inducono le famiglie ad ampliarsi, anche perché quando i ragazzi crescono, studiano e diventano adulti, non hanno sufficienti opportunità di lavoro.

Non ci vogliono sociologi, psicologi o economisti per fare questa fotografia; bastano persone di buonsenso che vedano la situazione per quella che è, senza sbavature e senza confusione. Tutto ciò fa allargare ancora di più la forbice fra Sud e Nord: le due Italie continuano a separarsi per le scellerate decisioni prese da tutti i governi negli ultimi trent’anni, incapaci di adottare politiche perequative, così da risollevare il Meridione per riportarlo in parità, o quasi, con il Settentrione.
Citiamo, per esempio, l’ormai famosa Legge Obiettivo (443/2001) con la quale il governo Berlusconi sbandierò il suo programma di costruzioni di 80 opere pubbliche prioritarie in tutto il Paese con una piccola prevalenza nel Sud.
Orbene, a distanza di 19 anni, appena il 21 per cento di tali opere è stata completata, come dire che quattro quinti di quel programma, dopo un quinto di secolo, è ancora sulla carta o in fase di inizio.
Oltre a questo programma, che i fatti hanno disatteso, Berlusconi si era impegnato a costruire il Ponte sullo Stretto. Anche qui una fandonia.
In questo quadro il Pil del Paese non può crescere perché quasi tutto il Sud è sotto zero, con la conseguenza che va a temperare negativamente la pur bassa crescita che vi è al Nord Italia. La conseguenza è che tutti i nordisti dicono che il Meridione è la palla al piede del Paese.
Ma costoro dimenticano che in questi settant’anni, la grande maggioranza delle risorse per opere pubbliche è andata nel Nord, ed è anche questa una delle importanti ragioni che ha determinato la crescita della ricchezza in quella parte d’Italia.
Tutti i governi hanno sempre proclamato l’intenzione che al Sud dovessero andare almeno il 34 per cento delle spese per investimenti in opere pubbliche. Ma questa promessa, come tante altre, non si è avverata.
Tuttavia, anche a volerla prendere per buona, la sua realizzazione non avrebbe risolto il problema del divario perché il Mezzogiorno, sia come territorio che come popolazione, rappresenta un terzo del Paese. Quindi la forbice anche in questa ipotesi non si sarebbe ristretta.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha imparato presto la lezione: raccontare balle, con ciò imitando i precedenti primi ministri fino ad arrivare a Berlusconi.
“Mentite, mentite”, sosteneva Giulio Raimondo Mazzarino (1602-1661) – primo ministro e cardinale ma non prete del Re Sole, Luigi XIV – “tanto la gente non si ricorderà, perché ha la memoria corta”.
Giulio Andreotti (1919-2013), il Divo, sosteneva che la ripetizione continua di una menzogna la faceva diventare verità.
Come si evince da queste due citazioni, i politici sono abituati a mentire per accontentare chi ascolta, contro il loro stesso interesse.
Qual è la balla di Giuseppe Conte? 123 miliardi per il Sud nel prossimo decennio. Evidentemente si è ben guardato dall’indicare dove sarebbero state prese queste risorse che non esistono se non nel suo immaginario. E così, di menzogna in menzogna, l’Italia sta crollando, la sfiducia aumenta, i nuovi nati diminuiscono ed il divario Nord-Sud aumenta.

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