In ospedali della Sicilia carenza posti letto, Urzì (Ugl) “Superare criticità” - QdS

In ospedali della Sicilia carenza posti letto, Urzì (Ugl) “Superare criticità”

redazione

In ospedali della Sicilia carenza posti letto, Urzì (Ugl) “Superare criticità”

martedì 20 Agosto 2019 - 01:00
In ospedali della Sicilia carenza posti letto, Urzì (Ugl) “Superare criticità”

Con i pronto soccorso in tilt e la carenza di posti letto, l’estate per la sanità siciliana fa scattare una vera e propria emergenza

PALERMO – Con i pronto soccorso in tilt e la carenza di posti letto, l’estate per la sanità siciliana fa scattare una vera e propria emergenza. A questo si aggiungono le difficoltà delle case di cura private a sopperire, rispetto alla problematica, per mancanza di budget. Da quì è nato, ad esempio, l’accordo tra l’Azienda sanitaria provinciale di Palermo e la presidenza regionale dell’Associazione italiana ospitalità privata su una turnazione delle disponibilità a ricevere nelle case di cura private una quota di pazienti provenienti dal pubblico, come evidenza Carmelo Urzì segretario regionale della Ugl sanità.

“Non possiamo che apprezzare l’intesa raggiunta da l’Asp palermitana e l’Aiop rispetto ad un grave problema che già in passato avevamo denunciato, ma ciò obiettivamente non basta per porre fine ad una necessità sempre più impellente. Bisogna trovare il coraggio per soluzioni più incisive, che possano consentire il superamento delle criticità in un periodo dell’anno, come quello estivo in particolare, in cui la Sicilia incrementa notevolmente i flussi di visitatori. E non è solo una questione di mera turnazione che comprendiamo è dettata dall’esiguità delle risorse messe in campo, ma anche spesso di politiche aziendali provenienti dal passato che, a nostro avviso, non sono più consone ai tempi che stiamo vivendo – aggiunge Urzì. Mi riferisco soprattutto a quelle strutture private in convenzione che, a quanto pare, storicamente chiudono o sospendono per le ferie le attività di interi reparti. È chiaro che degenti ricoverati o pazienti in cura in quei luoghi sono poi costretti a ripiegare sugli ospedali pubblici per avere l’adeguata assistenza. Siamo praticamente al cane che si morde la coda!”

“Non dobbiamo dimenticarci – ha continuato Urzì – che il privato non è un soggetto a se stante, ma è un operatore a capitale pubblico e, per questo, riteniamo debba essere a supporto delle strutture pubbliche. Noi come organizzazione sindacale – conclude il segretario – siamo pronti a sostenere scelte che vadano in questa direzione, auspicando un tempestivo intervento sulla questione da parte della Regione siciliana, in vista della prossima stagione estiva”.

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